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Martedì, 14 Lug 2026

Nel suo ormai celebre intervento all’incontro “Il futuro della ricerca. Cnr e Università insieme per l’innovazione”, svoltosi presso l’ateneo di Catania l’8 aprile scorso, il neo presidente del Cnr, Massimo Inguscio, oltre a qualche, tanto ironico quanto inequivocabile, “Vade retro Satana”, richiamato per dire che il danaro non è lo sterco del diavolo e va usato, ha affermato testualmente ”guai a chi parla dell’etica superiore di tutti perché questo era Robespierre”, dato che “il dovere nostro è di fare andare avanti l’Italia. Quindi di fare sinergie, mettere insieme le forze. Dico bene? Mh! Senza pensare a … principi etici”. Del resto, sono sempre parole di Inguscio, “il Cnr non è il calderone … è come la Chiesa cattolica, dove c’hai Papa Francesco e c’hai il Cardinale Bertone”.

Che dire!?!

Innanzitutto, sul piano formale, dobbiamo, non senza dispiacere, rilevare che l’intervento del capo del Cnr, in quanto articolato su una serie di frasi incompiute e allusive, non brilla per ordine grammaticale e sintattico.

Nel merito, poi, ci sembra del tutto assurdo ogni riferimento all’etica, palesemente evocata solo per calpestarla. In punto di principio come, del resto, nell’esperienza concreta, si tratta di un approccio del tutto inaccettabile.

Nessuno dubita che il Cnr, non diversamente da tutte le altre pubbliche amministrazioni, sia un ente che va gestito secondo criteri di efficienza, ma questi non debbono essere percepiti, come traspare dall’intervento in questione, come indipendenti da principi etici. Nemmeno Machiavelli, in verità, si è mai spinto fino al punto di sostenere che il fine giustifica i mezzi.

Forse nel nostro paese c’è un enorme problema di etica pubblica, ma crediamo che un dipendente dello Stato, come Inguscio, dovrebbe comunque fare più attenzione degli altri a non dare cattivo esempio, tanto più che è proprio lui a presiedere, ratione officii, anche la Commissione per l’etica della ricerca e la bioetica.

L’etica, peraltro, è notoriamente materia complicata, se persino i filosofi sono d’accordo tra loro solo sulla sua nozione come scienza della condotta umana, dividendosi poi, dai greci ai giorni nostri, su tutto il resto. Si tratta, insomma, di un argomento delicato, da lasciare alla trattazione di personaggi del calibro del cardinale Martini.

A proposito di cardinali, pare che tutti gli osservatori concordino sul fatto che, dalle parole di Inguscio, l’ex segretario di Stato del Vaticano, Tarcisio Bertone, non ne esca proprio benissimo. Anzi. Da incrollabili garantisti, volentieri cogliamo, perciò, l’occasione per ricordare che, fino a sentenza di condanna passata in giudicato, anche Bertone, come tutti, gode della presunzione di innocenza e non può essere arbitrariamente additato a esempio negativo.

In ogni caso, è sempre bene esser cauti quando si parla in pubblico, ossia fuori dal guscio del proprio privato. Sembra l’abbia capito pure Inguscio, che d’ora innanzi starà più attento a quello che dice.

Accada quel che può, noi saremo qui a vigilare. E a tenervi informati, ovviamente.

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