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Sabato, 22 Ago 2026

Lo scorso 17 giugno, la Sezione controllo sugli enti della Corte dei conti ha depositato la Relazione sul controllo della gestione dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim) per l’anno 2015.

L’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim) è stato costituito con il d.lgs. 21 gennaio 2004, n. 38 attraverso lo scorporo dal Cnr dell’Istituto di Metrologia Gustavo Colonnetti (Imgc-Cnr) e la sua fusione con l’Istituto elettrotecnico nazionale “Galileo Ferraris” (Ien).

Nella predetta Relazione, si legge che l’esercizio 2015 dell’Inrim si è chiuso con un disavanzo finanziario di competenza di euro 4.343.523, a fronte dell’avanzo del 2014 pari a euro 3.476.164.

Le risorse dell’Istituto sono derivate principalmente dal finanziamento ordinario del Miur, ammontante a euro 18.079.410, con un minimo decremento rispetto a euro 18.616.847 introitati nel 2014. A tale importo devono però aggiungersi i finanziamenti erogati a vario titolo per euro 2.676.954. Il decremento dei contributi statali nel 2015 è dovuto alla circostanza dell’erogazione, nell’esercizio 2014, delle risorse per premialità arretrate, che erano state pari ad euro 8.526.160.

I contributi della Regione Piemonte sono ammontati a euro 381.479 con un incremento rispetto all’anno precedente, nel quale tali contributi erano stati pari a euro 213.057.

Una parte significativa delle entrate – sottolinea la Corte - è costituita dall’autofinanziamento che, nel 2015, ha raggiunto circa il 10 per cento delle entrate complessive, al netto delle partite di giro, derivato dalla partecipazione dell’Ente a programmi di ricerca internazionali, europei e nazionali, nonché dallo svolgimento di attività tecnico-scientifiche su commessa.

Le entrate derivanti dai contratti di ricerca fatturati nel 2015 sono ammontate a euro 501.608, con un decremento rispetto al 2014, in cui erano state pari a euro 1.069.801.

Per le spese, l’importo più rilevante è costituto dalle somme impegnate nella categoria “Oneri per il personale in attività di servizio”, ammontanti a 13,5 milioni di euro, con un decremento di 127 mila euro.

Le “Spese per l’acquisto di beni di consumo e servizi” assommano a 7,5 milioni di euro, con un incremento, rispetto all’anno precedente, di circa 0,5 milioni di euro. Quelle in conto capitale impegnate, sono ammontate a euro 6.570.650, mentre quelle pagate sono state pari a euro 5.572.824.

I residui passivi totali sono risultati pari ad euro 23.535.195, di cui 13.697.514 riferiti alla gestione di competenza 2015 mentre i residui attivi totali sono pari ad euro 3.704.111, di cui euro 995.275 riferiti alla gestione di competenza 2015.

Per quanto riguarda il conto economico – si legge sempre nel documento redatto dai giudici contabili – l’esercizio 2015 si è chiuso con un disavanzo di euro 2.720.673, in parte ascrivibile ai risultati della gestione operativa, dove risulta la diminuzione dei proventi (-10,9 %) cui corrisponde un aumento dei costi (+11,2 %), per cui la differenza tra valore e costi della produzione è passata da euro 6.637.366 a euro 947.887; inoltre, il peggioramento del risultato economico 2015 risulta influenzato dal conferimento patrimoniale, avvenuto nel 2014, dei beni immobili e mobili ex Imgc del Cnr, per un valore complessivo di euro 15.434.000.

Il netto patrimoniale, infine, è risultato di euro 52.397.371, con un decremento, rispetto al precedente esercizio, equivalente al disavanzo economico accertato.

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