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Mercoledì, 25 Feb 2026

Un laconico comunicato dell’Istat del 6 settembre scorso annuncia urbi et orbi che il presidente “incontrerà il personale nelle sedi romane” dell’ente nei giorni compresi tra l’11 e il 26 dello stesso mese, precisando che, laddove possibile, gli incontri si svolgeranno negli spazi comuni, ossia aula 175 a via Tuscolana e Aula Magna a via Balbo, quest’ultimo incontro con trasmissione in streaming e in collegamento con gli uffici territoriali. Negli altri casi (sedi di via Balbo 39, viale Liegi e viale dell’Oceano Pacifico), il presidente visiterà i luoghi di lavoro”.

C’era una volta il viaggio in Italia, un must per letterati e artisti, che ci hanno talora lasciato resoconti di alto livello culturale, come nei casi di Goethe e Stendhal. Oggi, più modestamente, c’è il viaggio a Roma e in quel che se ne definiva il suburbio, con l’obiettivo di “ascoltare i colleghi e fornire loro la massima informazione su temi importanti”, ingenerando così il dubbio che tra vertice e personale dell’Istat si comunichi poco o nulla, quasi una relazione tra monadi senza finestre. A spostarsi sono in pochi: il presidente e un piccolo seguito. Niente di paragonabile alla transumanza, celebrata da D’Annunzio, che conduceva annualmente, fin dalla notte dei tempi, milioni di pecore dall’Abruzzo alla Puglia. Unico elemento in comune il mese di settembre, espressione di un’estate declinante, che ai giorni nostri sembra non voler finire mai.

Pur nell’osservanza di una formale parità di trattamento, dato che proprio tutte le sedi romane saranno visitate dal presidente, si ha l’impressione – absit iniuria verbis - che alcune di esse, in particolare quelle più lontane dalla madrepatria (via Balbo), siano, per usare un linguaggio curiale, considerate quasi “terra di missione”, dove più forte e sentita è l’esigenza di diffondere e consolidare il vangelo statistico. Resta il fatto, indiscusso e indiscutibile, che in un empito di ecumenismo, assolutamente commendevole, il presidente intenda di persona verificare la situazione di ogni avamposto statistico della capitale, rifuggendo da tanto facili quanto incredibili giustificazioni, del genere di quelle, come “salute contrariante” et similia, cui i vescovi di un tempo solevano ricorrere per non recarsi presso i luoghi impervi delle loro diocesi, inviandovi sostituti o delegati.

In ogni caso, siamo certi che, traffico a parte, quello capitolino essendo imprevedibile, il presidente non dovrebbe andare incontro a sorprese, del tipo di quelle capitate a Cristoforo Colombo e compagni d’avventura, quando misero piede in (col senno di poi) America, secondo l’insuperabile versione di Cesare Pascarella:” Veddero un fregno buffo, co’ la testa dipinta come fosse un giocarello, vestito mezzo ignudo, co’ ‘na cresta tutta formata de penne d’ucello. Se fermorno. Se fecero coraggio … A quell’omo! Je fecero, chi séte? E fece, chi ho da esse? Sò un servaggio”. Niente di tutto questo accadrà al presidente. Lui, anche in partibus infidelium, incontrerà solo “colleghi”, che bramano di conoscere ogni dettaglio su “l’avvio della stagione censuaria, lo stato dell’arte della modernizzazione, lo statuto, le politiche del personale e su tutti gli altri argomenti di interesse”.

A differenza di Goethe e Stendhal, che solo alla fine del loro viaggio in Italia scrissero i loro racconti, Alleva ha anticipato i tempi, diffondendo proprio ieri un primo resoconto del proprio Grand tour statistico (che ha interessato le sedi romane di via Balbo, 39 e di via Tuscolana), nel quale si legge che gli “incontri … si sono svolti secondo una modalità itinerante (un po' come nel Peripato di Aristotele, ndr)” e che “le visite si sono rivelate un’opportunità preziosa per incontrare i colleghi nei loro luoghi effettivi di lavoro e hanno consentito il dialogo con gruppi omogenei di persone che svolgono la stessa attività e che hanno avuto modo di ‘raccontare’ la propria quotidianità ed interloquire con il Presidente”.

Sempre stando al predetto resoconto, “Queste esperienze positive di dialogo ‘stanza per stanza’ verranno dunque replicate presso tutte le sedi romane ancora non visitate, mentre sarà dedicato agli uffici territoriali un momento ad hoc in videoconferenza” e si protrarranno fino al 16 ottobre, salvo “qualche piccola revisione (di date, ndr) a causa delle prossime audizioni del Presidente non ancora calendarizzate”.

Proprio ora che il bilancio del pellegrinaggio di Alleva già si preannuncia più che positivo, spiace dover paventare la probabile irripetibilità di un siffatto Tour, visto che l’edificazione della sede unica dell’Istat può dirsi ormai cosa fatta!

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