Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 25 Apr 2026

Ottantacinque scienziate hanno avuto un ruolo decisivo nella realizzazione del Progetto Manhattan, il programma segreto diretto da Robert Oppenheimer, che negli anni Quaranta, col contributo del gruppo di Enrico Fermi, ha portato all’ideazione e alla costruzione delle armi atomiche.

Grandi scienziate come le fisiche Irène Curie e Lise Meitner presero invece una posizione decisamente contraria all’uso bellico delle scoperte scientifiche.

Tra le ricercatrici che parteciparono al Progetto - matematiche, fisiche, chimiche -, Leona Woods (1919-1986) che, con i suoi studi in fisica, segnò il primo passo verso la dimostrazione della possibilita' di realizzazione delle armi nucleari. Continuò le ricerche anche quando rimase incinta e per continuare a lavorare dovette nascondere la gravidanza sotto una stretta casacca di cotone: rimase nel laboratorio fino a due giorni prima del parto.

Chien-Shiung Wu (1912-1997), fisica sperimentale cino-americana, contribuì a sviluppare il processo di separazione degli isotopi uranio-235 e uranio-238 mediante diffusione gassosa e, come altre ricercatrici ha contribuito alla risoluzione di problemi cruciali relativi al primo reattore e, nella isolata sede segreta di Los Alamos, nel Nuovo Messico, ha avviato i primi lavori pratici sulla bomba.

La storia delle “donne dell'atomica” si concluse con la fine del conflitto: la stessa macchina propagandistica, che nel corso della guerra aveva invitato le donne a occupare posti e ruoli scientifici da ''uomini'', nel dopoguerra le ha spinte a tornare a casa e a dedicarsi all’insegnamento.

La partecipazione di molte ricercatrici al Progetto Manhattan mette in discussione il luogo comune sulla presunta “natura pacifista” del genere femminile, ma il contesto della seconda guerra mondiale fa comprendere come per molte di loro fosse l’unica opportunità per dimostrare le proprie capacità in un campo frequentato esclusivamente da uomini.

Altre erano spinte da spirito patriottico: due progetti si contrapponevano con lo stesso obiettivo di realizzare la bomba atomica, quello americano e quello tedesco e arrivare per primi era considerato decisivo per vincere la guerra.

Testo da “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", pag. 250, Ledizioni, Milano 2020. Anche in versione e-book.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza", collabora con l'Università delle donne di Milano
https://www.facebook.com/sara.sesti13

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

Nella Giornata Mondiale della Terra, celebriamo il silenzio assordante sulla crisi climatica

Il 22 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Terra, divenuta un “rito” che non ha nulla a...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
empty alt

Licenziamento per simulazione di malattia: illegittimo senza valutazione medico-legale

Con ordinanza n. 8738/2026, depositata in data 8 aprile 2026, la Corte di cassazione (sez. Lavoro)...
empty alt

“"Vita mia”, film drammatico che conquista la partecipazione dello spettatore

Vita mia, regia di Edoardo Winspeare, con Dominique Sanda (Didi), Celeste Casciaro (Vita),...
Back To Top