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Mercoledì, 15 Lug 2026

Il professor Gianluca Fiori, docente di Elettronica presso il dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, è uno dei 55 ricercatori europei vincitori di un ERC “Proof of Concept”, il grant di 150.000 euro assegnato dal Consiglio Europeo delle Ricerche, che premia le idee e le proposte che potenzialmente possano tradursi in un prodotto commercializzabile.

Il progetto di Gianluca Fiori si chiama PREPRINT (high PREcision material PRINTer for electronics) e ha l’obiettivo di realizzare una stampante in grado di fabbricare microdispositivi elettronici con dimensioni dell’ordine del micrometro su substrati flessibili come la carta, con risoluzioni di gran lunga migliori rispetto a quelle attualmente ottenibili con stampanti commerciali. Il progetto, della durata di 18 mesi, ha come partner Quantavis, azienda spin-off dell’Ateneo pisano.

Le sovvenzioni ERC-PoC del Consiglio europeo della ricerca permettono ai ricercatori che hanno già beneficiato di una prima sovvenzione di ottenere un ulteriore sostegno finanziario, al fine di favorire il trasferimento tecnologico dei risultati.

Nel caso del professor Fiori, l’idea della stampante era nata nell’ambito delle attività di ricerca condotte con il progetto PEP2D, finanziato nel 2018 con un ERC Consolidator Grant, che ora, con il “Proof of Concept”, può ambire a diventare un prodotto commercializzabile.

Il prototipo di stampante realizzato, infatti, ha già dimostrato che si possono ottenere dispositivi elettronici stampati su materiali flessibili come la carta, sfruttando proprio le eccezionali proprietà elettriche e meccaniche dei materiali bidimensionali.

“La stampante ad alta definizione che andremo a sviluppare – spiega Fiori – utilizzerà inchiostri basati su diversi tipi di materiali, come i materiali bidimensionali, quelli organici o le nanoparticelle metalliche come l’argento, per stampare dispositivi elettronici ad alta risoluzione”.

“Riuscire a stampare un alto numero di questi dispositivi sullo stesso substrato – continua Fiori – consentirebbe di realizzare sistemi con performance e caratteristiche migliori, aprendo il pieno potenziale dell’elettronica stampabile e flessibile a un ampio campo di applicazioni, come cerotti e bende intelligenti, sistemi anticontraffazione, dispositivi lab-on-a-chip”.

“Di fatto, con il progetto PREPRINT, – conclude il docente dell’Ateneo pisano – verrà esplorata la realizzabilità tecnica ed economica di ottenere una risoluzione di stampa inferiore a 1 micrometro: crediamo infatti che tale obiettivo sia realizzabile aumentando la performance del prototipo fabbricato, che ci permetterà di competere nel crescente mercato dell’elettronica stampabile e delle stampanti di materiali”.

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