Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 05 Lug 2026

Scoprì, quando era ancora studentessa di astronomia, le pulsar, stelle di enorme densità la cui apparizione fu del tutto inaspettata, poiché non si inserivano nel contesto teorico dell'epoca. Il Nobel per la scoperta fu assegnato solo al relatore della sua tesi, il professor Anthony Ewish e fu una grande ingiustizia.

Jocelyn Bell-Burnell è nata nel 1943 a Lurgan, in Irlanda. A 24 anni, durante il suo dottorato di ricerca sui quasar, s’imbatté in uno strano segnale radio che si ripeteva. All’inizio, il professor Hewish pensò che fossero dei “little green man” (LGM), extraterrestri che volevano comunicare con la terra e consigliò la sua dottoranda di lasciar perdere le ricerche.

Jocelyn, invece, continuò le osservazioni che la portarono a identificare la sorgente del segnale in una “stella di neutroni rotante ad altissima velocità”, cui diede il nome di “pulsar”. Era un oggetto totalmente sconosciuto e, per la scoperta, nel 1974 il prof. Hewish ricevette il premio Nobel della fisica, prendendosene il merito, senza mai nominare la giovane scienziata che l’aveva effettuata.

Fu una grande ingiustizia e, anni dopo, interrogata su cosa aveva provato nel sentirsi ignorata, Jocelyn Bell dichiarò che poiché all'epoca si riteneva che i risultati scientifici appartenessero al capo del laboratorio e che i giovani ricercatori erano considerati semplici esecutori dei sui ordini, non se l’era presa e aveva continuato con entusiasmo il suo lavoro.

Nel 2018, però, l’ingiustizia fu riscattata perchè Jocelyn Bell Burnell fu insignita del prestigioso “Breakthrough Prize in Fundamental Physics”, un premio di 3 milioni di dollari, molto piu’ consistente del Nobel, che la scienziata ha destinato a una Fondazione a sostegno delle giovani ricercatrici in astronomia.

Per saperne di più: "Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", Ledizioni, 2020.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“L’hangar rosso”, thriller notevole per non dimenticare la feroce dittatura di Pinochet in Cile

 L’hangar rosso, regia di Juan Pablo Sallato, con Nicolás Zárate (Jorge Silva), Boris Quercia (Oberst...
empty alt

Anna Morandi Manzolini. La signora anatomista

“Donna bella e piena d’ingegno, tratta con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione,...
empty alt

Temperature elevatissime in tutta Europa, "nuova normalità" nella crisi climatica

Le temperature elevatissime in tutta Europa non sono "picchi", sono eventi ripetuti e durevoli,...
empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
Back To Top