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Sabato, 05 Set 2026

Caterina Scarpellini si trasferì diciottenne a Roma da Foligno, allora parte dello Stato Pontificio, per seguire lo zio Feliciano Scarpellini (1762-1840), direttore dell’Osservatorio del Campidoglio dal 1826.


Feliciano Scarpellini, già docente di fisica e di astronomia all’Università “La Sapienza" dal 1816, si prese cura dell’educazione scientifica della nipote che ricevette così un’eccellente formazione e poté diventare sua assistente, grazie a un grande talento.

A Roma, Caterina conobbe il futuro marito, Erasmo Fabri, anch’egli studente di astronomia e poi primo assistente all’Osservatorio del Campidoglio. Erasmo dopo il matrimonio assunse il cognome della moglie e “gli Scarpellini” lavorarono insieme anche dopo la morte di Feliciano Scarpellini.

Nel 1854, Caterina scoprì per la prima volta una cometa e pubblicò i risultati delle sue ricerche, che spaziavano dalla meteorologia agricola all’esistenza dell'ozono, all’influsso lunare sui terremoti, sul periodico Corrispondenza scientifica in Roma per l’avanzamento delle scienze, fondato insieme al marito nel 1847.

Nel 1856, istituì la Stazione azonometrica meteorologica in Campidoglio, la prima in Italia a fornire osservazioni idrotermiche sul Tevere, che venne denominata "Stazione meteorologica Scarpellini”.

Pubblicò in seguito le sue osservazioni di eclissi, di comete e nel 1868 il primo catalogo italiano di meteore, una ricerca effettuata dal 1861 al 1867 sulle Perseidi e sulle Leonidi, dedicata a Giovanni Schiaparelli (1835-1910), direttore dell’osservatorio di Brera.

Numerose comunità scientifiche si affidavano ai suoi studi e la elessero “membro onorario”. Caterina fece quindi parte della Società dei Georgofili di Firenze, dell’Accademia dei Quiriti di Roma e dell’Accademia di storia naturale di Dresda. Lo zar di Russia la ammise alla Società di Mosca.

Ricevette premi dal Ministero dell'agricoltura, industria e commercio e incoraggiamenti dal Ministero dell'istruzione per i suoi studi di meteorologia. Nel 1872, il Governo italiano le conferì una medaglia per i suoi lavori di statistica.

La sua vita si spense il 28 novembre 1873, all'età di 65 anni. Il Municipio di Roma e quello di Foligno vollero onorarla e in sua memoria fu eretto un monumento nel cimitero del Verano.

La vicenda di Caterina Scarpellini è raccontata nel libro di Federica Favino, “Donne e scienza nella Roma dell’Ottocento”, Viella 2020.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

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