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Martedì, 25 Ago 2026

di Adriana Spera

Quello contenuto nella relazione  al Piano triennale di fabbisogno 2010-2012 dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) è un vero grido d’allarme.

Nel documento, diffuso nei giorni scorsi, il presidente  dell’ente, Tonmmaso Maccacaro, scrive che “occorre un incremento di almeno 30 milioni di euro rispetto all’assegnazione ordinaria del 2009 per mantenere gli impegni assunti a livello internazionale ed il livello di eccellenza di ricerca finora conseguito.

Poiché le spese per il personale e il funzionamento ordinario sono sostanzialmente incomprimibili, tale incremento - sottolinea Maccacaro - è necessario per il mantenimento delle grandi infrastrutture osservative e per il sostegno alla ricerca di base, ossia per permettere all’ente di svolgere la propria funzione istituzionale”.

Quali le conseguenze se il governo dovesse fare orecchio da mercante alla pressante richiesta degli amministratori dell’Inaf?

Maccacaro le elenca impietosamente: “Sarà necessario sospendere molte delle collaborazioni stategicamente più rilevanti, come quella con gli Stati Uniti e la Germania sul Large Binocular Telescope o con Eso (European southern observatory) per la strumentazione di seconda generazione del Vlt, l’Alma Regional Center e l’installazione del telescopio Vst, nonché le operazioni delle antenne partecipanti alla rete Vary Large Baseline Interferometry e la ricerca di base, sia nelle strutture Inaf che in collaborazione con le Università”. Inoltre, secondo il presidente dell’ente di ricerca di Monte Mario, in mancanza delle richieste risorse aggiuntive, l’Inaf si vedrebbe costretto ad “abbandonare definitivamente la possibilità di partecipare alla collaborazione Lofar”.

Una ulteriore rinuncia, dunque, dopo quella dello scorso anno a finanziare, sempre per mancanza di risorse, “borse di dottorato di ricerca in fisica e astronomia”.

Ma a pagare le conseguenze della carenza di fondi sarebbero anche i lavoratori che l’ente vorrebbe assumere nel triennio e che ammonterebbero a 253 unità, di cui 100 ricercatori, 42 tecnologi, 59 tecnici e 52 amministrativi.

“Senza un adeguato incremento di risorse - conclude Maccacaro - l’Inaf si avvia a diventare un ente senza futuro, che spende circa 80 mln di euro l’anno, l’equivalente delle spese fisse, non disponendo poi di quanto serve per fare ricerca”.

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