Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 26 Ott 2026

L’Università degli Studi di Milano ha realizzato un nuovo gioco da tavolo, denominato Colorft, per aiutare insegnanti e genitori a riconoscere precocemente i bambini daltonici.

ColorFit fa parte del progetto Game4CED, iniziato nel 2023, che intende fornire nuovi strumenti per una pratica scolastica di maggiore accessibilità per i bambini daltonici. Il progetto è coordinato da Alessandro Rizzi, Ordinario presso il Dipartimento di Informatica dell’Università Statale di Milano, e vede coinvolti, per l’ateneo milanese, gli assegnisti Carlo Alberto Iocco e Daniele Aurelio, assieme ai ricercatori del dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

“Nel valutare e confrontare i diversi livelli di accessibilità per i giocatori daltonici – spiega il professor Rizzi - ci siamo accorti che spesso una persona scopre di essere daltonica ad un’età relativamente avanzata, a volte anche dopo i vent’anni, e ci siamo quindi chiesti come mai molti bimbi daltonici non vengono riconosciuti, per esempio, durante la scuola primaria dove l’attività didattica è spessissimo incentrata sul colore. La possibilità di diagnosticare il daltonismo nei bambini, anche grazie a ColorFit, vuole portare a una migliore comprensione di questa condizione, migliorare il loro benessere e diminuire il rischio di discriminazione”.

"Oltre cinque anni fa - continua Rizzi - abbiamo voluto indagare il livello di accessibilità ai giochi da tavolo moderni da parte dei giocatori daltonici. La sensibilità degli editori di giochi da tavolo, che si rivolgono ad un mercato che vede più di 5mila nuovi titoli prodotti in tutto il mondo nel 2020 ed una crescita esponenziale, sta cominciando a considerare i giocatori daltonici nello sviluppo dei nuovi giochi, un pubblico di potenziali clienti che è di poco meno del 10% tra i maschi e meno dell’1% tra le femmine”.

ColorFit è stato presentato anche durante primo Board Games Research Meeting del 18 luglio scorso alla Statale, un momento di confronto che ha coinvolto a vario titolo la comunità dei professionisti dei giochi da tavolo.

“I giochi da tavolo - conclude il professor Rizzi - non sono solo un momento di svago ma sono anche uno strumento estremamente efficace per la trasmissione del sapere e per attirare l’attenzione verso temi importanti e delicati. Essi, infatti, si propongono come un’alternativa ai videogiochi, con caratteristiche a volte diametralmente opposte, circa il coinvolgimento delle persone, il tipo di attenzione che generano, la gestione del tempo e la socializzazione che ne risulta”.

Attualmente sono allo sviluppo altri giochi: Color Catch, un gioco a squadre in cui si ottengono lecarte tramite lo schema della somma additiva dei colori; Mushrooms Forest, dove i giocatori sisfidano nella raccolta di funghi colorati, e Colorology, in cui i giocatori si sfidano con l’obiettivo di creare la catena di colori corretta, senza poter comunicare tra loro.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Un tranquillo funerale di famiglia”, azzeccata commedia di costume con un eccellente cast

Un tranquillo funerale di famiglia, regia di Massimiliano Bruno, con Claudia Pandolfi, Pietro...
empty alt

Il conto del carovita lo pagano i più poveri e gli “sconti” alla pompa non funzionano

Poiché ci troviamo di nuovo nel bel mezzo di una crisi energetica – la seconda in pochi anni – che...
empty alt

Sanità, Corte dei conti: risorse e interventi per ridurre le liste di attesa

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei...
empty alt

“Tortura e genocidio”, il contrastato Rapporto di Francesca Albanese

Tortura e genocidio. Rapporto della Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nei...
empty alt

La geometria che salva le foreste: come la disposizione degli alberi protegge la biodiversità

Quali specie rischiano maggiormente di sparire da un ecosistema? La risposta più logica...
Back To Top