Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 25 Mag 2026

di Flavia Scotti

Nessuno riuscirà mai a capire quale sia stata la logica ispiratrice della inopinata riforma degli enti pubblici di ricerca, che il governo, dopo lunghe, tormentate e penose vicende,  ha varato con il decreto legge di approvazione della manovra correttiva.

L’unica cosa che non appare azzardato affermare è che l’operazione é stata affidata al machete, che ha operato tagli in maniera del tutto illogica e indiscriminata.

A soccombere sono stati cinque enti di ricerca. Fino a qualche attimo prima della firma del decreto erano addirittura nove, ma sul filo di lana si sono salvati, per ora,  dalla scomparsa altri quattro enti.

Dalla pubblicazione in Gazzetta del provvedimento, che avverrà questa mattina,  non sentiremo più parlare dell’Istituto di Studi e di Analisi Economica (Isae), passato al ministero dell’Economia e delle Finanze; dell’Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro (Ispesl), incorporato dall’Inail; dell’Ente Nazionale Sementi Elette (Ense), assorbito dall’Istituto nazionale per la Nutrizione (Inran);  dell’Ente Italiano della Montagna, passato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; dell’Istituto azionale per studi ed Esperienze di architettura navale (Insean), inglobato dal ministero delle Infrastrutture.

Ad avere evitato la soppressione in extremis sono stati l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf); l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs) di Trieste; l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrim) di Torino e la Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli.

I primi tre erano destinati  a ingrossare il pachiderma della ricerca pubblica italiana: il Cnr; mentre  il quarto doveva transitare nel Miur. Davvero curiosa la sorte dell’Inaf che nel 2006 aveva assorbito tre Istituti del Cnr: l’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica, l’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario e l’Istituto di Radioastronomia, che a distanza di quattro anni ha rischiato di tornare alla casa madre con gli interessi, vale a dire con tutti e dodici gli ex Osservatori Astronomici e Astrofisici, anch’essi a suo tempo confluiti nell’Inaf.

Un’operazione sconcertante, che in molti hanno visto come la prova generale del definitivo smantellamento della ricerca pubblica nel nostro Paese.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Le figure Kolam. Antichissima tecnica rituale tramandata di madre in figlia

I Kolam sono motivi ornamentali della tradizione indiana, disegnati sul terreno dalle donne...
empty alt

Cina col vento in poppa: aumenta l’export verso i paesi Ue. E diminuisce l’import

Il fatto puro e semplice, che il grafico in alto a destra mostra nella sua esemplare chiarezza, è...
empty alt

Il Giardino della Ricerca per Andrea Rocchelli, a 12 anni dal suo barbaro assassinio nel Donbass

Domenica prossima, 24 maggio, a Pavia verrà intitolato a Andrea Rocchelli, giovane giornalista e...
empty alt

Le guerre distruggono molto più di quello che producono

Fra le molte stupidaggini che abbiamo ripetuto tutti almeno una volta nella vita c’è quella che...
empty alt

“Tre chilometri alla fine del mondo”, omofobia difficile da estirpare nella civile Europa

Tre chilometri alla fine del mondo, regia di Emanuel Parvu, con Ciprian Chiujdea (Adi), Bogdan...
empty alt

“La pubblica (d)istruzione”, come e chi ha sabotato la scuola in Italia

La pubblica (d)istruzione - Come la destra ha sabotato la scuola con la complicità della sinistra...
Back To Top