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Venerdì, 23 Ott 2026

C’è una nuova via per prevenire le lesioni ossee che caratterizzano le persone affette da mieloma multiplo, ed è incentrata sui livelli di glutammato presenti nel midollo osseo. A indicarla è uno studio dell’Università di Parma appena pubblicato su “Leukemia” (gruppo Springer Nature), una delle principali riviste internazionali nel campo dell’ematologia, con elevato impact factor.

High glutamate levels in the bone marrow of multiple myeloma patients promote osteoclast formation: a novel target for osteolytic bone disease è il titolo del lavoro realizzato da ricercatori e ricercatrici del Dipartimento di Medicina e Chirurgia.

Lo studio, che ha come prima autrice Denise Toscani, ex assegnista del Dipartimento e attuale collaboratrice tecnica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, è stato condotto dal gruppo di ricerca del Laboratorio di Ematologia coordinato dal docente Nicola Giuliani in collaborazione con il gruppo di ricerca coordinato dai docenti Ovidio Bussolati e Martina Chiu, del Laboratorio di Patologia generale, e con il team della docente Roberta Andreoli, afferente al Laboratorio di Tossicologia industriale e Metodiche analitiche avanzate.

La ricerca ha evidenziato il ruolo delle alterazioni metaboliche della glutammina nello sviluppo della malattia ossea associata al mieloma multiplo, tumore maligno del midollo osseo.

I ricercatori e le ricercatrici del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Parma hanno dimostrato, per la prima volta, che le cellule mononucleate del midollo osseo di pazienti con mieloma multiplo rilasciano quantità significativamente più elevate di glutammato (principale metabolita della glutammina) rispetto a quelle delle persone affette da gammapatie monoclonale pre-maligne indolenti come le gammapatie monoclonali d’incerto significato (MGUS). Il microambiente midollare dei pazienti e delle pazienti con mieloma multiplo risulta quindi caratterizzato da bassi livelli glutammina e da alti livelli di glutammato: questi sono coinvolti direttamente nell’aumentata attivazione degli osteoclasti, le cellule deputate al riassorbimento del tessuto osseo, e quindi nella distruzione ossea associata a questo tipo di tumore.

I risultati dello studio indicano dunque che alti livelli di glutammato nel midollo osseo delle persone con mieloma multiplo contribuiscono alla formazione degli osteoclasti, dimostrando che l’inibizione del trasporto di glutammato rappresenta un nuovo approccio terapeutico per prevenire le lesioni ossee che caratterizzano le pazienti e i pazienti affetti da questo tumore.

(Fonte: Com. St. Unipr)

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