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Lunedì, 25 Mag 2026

di Ivan Duca

Il protocollo d'intesa firmato tra il governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti e il presidente del Cnr Luciano Maiani (vedere Il Foglietto n. 26/2010), si tinge di giallo.

Nelle premesse dell'accordo sono citate due delibere della Giunta regionale, che stabiliscono la provenienza dei fondi per la realizzazione dei tre insediamenti con i quali la Regione Calabria vuole promuovere le attività di ricerca delle strutture Cnr presenti sul territorio della stessa Regione.

Di queste due delibere, adottate il 22 giugno, risulta pubblicata soltanto la n. 451, che individua l'entità dei fondi per i vari progetti tra i quali quello "per la realizzazione di investimenti infrastrutturali negli istituti di ricerca calabresi Cnr/Università nell'ambito dei poli territoriali di innovazione e dei progetti integrati di sviluppo urbano", mentre della delibera n. 450, adottata sempre il 22 giugno, che dovrebbe specificare la natura dei fondi da impiegare, sembrano essersi perse le tracce.

Dagli accertamenti effettuati in loco dal Foglietto, è emerso che la delibera sarebbe oggetto di una non meglio specificata "revisione". Questo è quanto è stato riferito dalla segreteria della Giunta regionale.

Eppure, la predetta delibera n. 450 è citata nelle premesse del protocollo d'intesa firmato il 2 luglio dal presidente del Cnr Maiani, che dovrebbe averne acquisito copia.

In attesa che il giallo si risolva, cresce la preoccupazione degli oltre 50 dipendenti dell'Istituto di Scienze Neurologiche (Isn) di Mangone (CS) operanti in una struttura in locazione a pochi chilometri dall'area urbana di Cosenza.

Ad oggi non sembra confermata né l'auspicata ipotesi di acquisto dell'attuale sede di lavoro, che presenta i requisiti anche logistici e di localizzazione necessari per la prosecuzione degli attuali servizi in convenzione con il SSN, né la collocazione presso l'Università di Cosenza.

Di contro,  alla Regione Calabria si ipotizzerebbe uno spostamento dell’Istituto presso il costituendo insediamento di Catanzaro, ad oltre 100 km dall'attuale sede. Si tratterebbe di una scelta politica sciagurata, con l’unico obiettivo di "potenziare" la presenza del Cnr in quella provincia, a scapito di quanto già validamente altrove consolidato.

L'incertezza dell'operazione in corso un risultato negativo lo ha già prodotto: la destabilizzazione della comunità calabrese del Cnr, in particolare di quella che opera all'Isn (che è tenuta all'oscuro di tutto), minandone il futuro e le importanti attività che hanno permesso allo stesso Istituto di essere inserito dai Panel di valutazione internazionali tra le eccellenze del Cnr.

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