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Mercoledì, 17 Giu 2026

cossarizza equipeI mitocondri sono organelli intracellulari, di forma allungata, che producono l’energia vitale per le cellule, delle vere e proprie centrali energetiche. Essi contengono degli enzimi che producono l’energia necessaria alla sopravvivenza dell’organismo a partire dai processi metabolici innescati dall’assunzione del cibo.

All’interno di questi organelli vive una proteina con capacità enzimatiche che funge da “spazzino”: il suo nome è “Lon”, che ripulisce e favorisce la proliferazione cellulare. Questa proteina è presente nelle cellule sane, ma anche (ed in quantità maggiore) in quelle tumorali.

In uno studio recentemente pubblicato sulla rivista internazionale Oncotarget, dal titolo: “L'inibizione della proteasi Lon da triterpenoidi altera mitocondri ed è associato alla morte cellulare nelle cellule tumorali umane”, a cura di ricercatori dell’Università di Modena e di Reggio Emilia, dell’Università di Bari e del Cnr, si dimostra che l’inibizione della proteina Lon determina una riduzione della proliferazione delle cellule tumorali.

Tale risultato è stato ottenuto in vitro valutando l’effetto dei triterpenoidi (contenuti in frutta e verdura) sulle cellule tumorali del colon. Gli scienziati hanno dunque osservato che l’esposizione ai triterpenoidi determinava l’inibizione della proteina Lon delle cellule tumorali, cui conseguiva un’alterazione della loro funzione mitocondriale che facilitava la morte delle cellule cancerose.

Ma come inibire la proteina Lon?

Lo chiediamo al prof. Andrea Cossarizza del Dipartimento Chirurgico, Medico, Odontoiatrico e di Scienze Morfologiche con Interesse Trapiantologico, Oncologico e di Medicina Rigenerativa dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Professore, la Lon potrebbe essere un bersaglio delle terapie antitumorali perché inibendola si può facilitare la morte delle cellule neoplastiche. Però la Lon è presente, in minori quantità, anche in cellule normali. Come colpire la Lon delle cellule tumorali e non delle cellule sane?

Questa è una domanda a cui è molto difficile rispondere – si inserisce in quella problematica che rappresenta il sacro Graal delle terapie antitumorali, ovvero come colpire ed eliminare solo le cellule tumorali e non quelle sane.

L’approccio che abbiamo utilizzato nei nostri studi è stato quello di considerare che molti tipi di cellule tumorali (specialmente tumori solidi) hanno spesso un metabolismo mitocondriale diverso dalle cellule normali, quelle non trasformate.

Di conseguenza, proteine che sono fondamentali nel metabolismo neoplastico per la sopravvivenza della cellula lo sono un po’ meno in cellule sane, e quindi possono diventare un bersaglio importante.

In altre parole, inibire Lon ha scarsi effetti sulle cellule normali perché queste possono in qualche modo compensare questa “perdita”, ma può uccidere quelle tumorali, che sono meno flessibili nelle loro scelte metaboliche, obbligate dal microambiente dove vivono, spesso povero di ossigeno.
 
Molto spesso si parla di frutta e verdura come una corretta alimentazione che può ridurre il rischio di tumori. Questo concetto, nel sentire comune, dipenderebbe dalle proprietà antiossidanti delle sostanze contenute negli alimenti citati.

Nel vostro studio queste stesse sostanze di frutta e verdura produrrebbero specie reattive dell'ossigeno che favoriscono la morte cellulare.
Quindi, il consumo di frutta e verdura in abbondanza non aiuterebbe solo le cellule sane a non trasformarsi in cellule tumorali, ma avrebbe un effetto terapeutico diretto favorendo la morte delle cellule tumorali? E' corretto?

Esattamente. Frutta e verdura, il cui consumo va sempre incoraggiato, possono a buona ragione essere considerate come fonte primaria di molecole chiamate “chemopreventers”, ovvero sostanze che bloccano la trasformazione neoplastica e verosimilmente possono anche eliminare sul nascere alcuni tumori. Lo studio di queste molecole è molto complesso, ma non ci sono dubbi sulle qualità anti-cancro di diete ben equilibrate che contengano molti vegetali.

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