Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 29 Giu 2026

Stamane, sul suo giornale, Vittorio Feltri ci sorprende. Infatti, scrive: “Anche noi di Libero quanto i colleghi di altri giornali abbiamo esagerato con le critiche rivolte al governo - che comunque non ci piace perché pasticcione e supponente - per come ha gestito la faccenda del Covid. Esso avrebbe potuto e dovuto far meglio, ovvio. Ma prima di linciarlo guardiamoci intorno e osserviamo cosa succede in mezzo mondo”.

E qui passa in rassegna la situazione catastrofica di altri paesi: Francia, Belgio, Inghilterra e Stati Uniti, messi, dice, “molto peggio di noi”. Realtà “al confronto della quale – scrive - la nostra è rose e fiori”.

Poi prosegue: “Dovremmo ringraziare il cielo se non addirittura l'esecutivo presieduto da Giuseppe Conte, antipatico quanto un gatto aggrappato ai testicoli, ma che tutto sommato ha fatto meglio di parecchi suoi colleghi stranieri. Speriamo che se ne vada presto da Palazzo Chigi, in ogni caso ringraziamolo per aver adottato misure fastidiose, liberticide, però che hanno salvato la pelle a tanta gente”.

Parole da segnalare a Salvini e Meloni che continuano a fare gli sciamannati.

Ma perché Feltri scrive queste cose? Sente l’aria che tira fra gli italiani? Ha capito, a differenza di Salvini, la lezione delle urne elettorali? Anche in lui, vista l’età e l’esperienza tragica della sua Bergamo durante il lockdown, cresce la paura per l’innalzamento dei contagi?

Può essere un po’ di tutto questo, insieme al fiuto politico che gli dice che anche nella pancia dei suoi lettori, in questo momento, c’è il timore del virus in ripresa più che l’avversione verso Conte. Avversione, comunque, che Feltri ribadisce, a mo’ bandiera che non ammaina.

Oppure, più semplicemente, ieri è stato lontano dagli alcolici?

Aldo Pirone
Coautore del libro "Roma '43-44. L'alba della Resistenza"
facebook.com/aldo.pirone.7

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“L’hangar rosso”, thriller notevole per non dimenticare la feroce dittatura di Pinochet in Cile

 L’hangar rosso, regia di Juan Pablo Sallato, con Nicolás Zárate (Jorge Silva), Boris Quercia (Oberst...
empty alt

Anna Morandi Manzolini. La signora anatomista

“Donna bella e piena d’ingegno, tratta con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione,...
empty alt

Temperature elevatissime in tutta Europa, "nuova normalità" nella crisi climatica

Le temperature elevatissime in tutta Europa non sono "picchi", sono eventi ripetuti e durevoli,...
empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
Back To Top