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Lunedì, 24 Ago 2026

Pittrice ed entomologa tedesca, Maria Sybilla Merian ha percorso un cammino di indipendenza economica e culturale ottenuta attraverso lo studio delle metamorfosi degli insetti.

Raggiunse livelli altissimi di professionalità in un'attività che si colloca ai confini tra arte e scienza, basata sulla capacità di produrre immagini che forniscono informazioni scientifiche.

Era nata a Francoforte sul Meno nel 1647 in una famiglia di illustratori, ricevendo la stessa formazione dei fratelli nell'arte dell'incisione delle tavole in rame.
Si specializzò nella produzione di tavole di fiori e di insetti, ma la sua passione erano i bruchi e le loro fasi di sviluppo in farfalle.

Nel 1679 pubblicò un libro di tavole sui bruchi, di cui fu editor il marito, anch’egli pittore. In esso dimostrò un’impostazione fortemente innovativa, poiché non rappresentava i suoi soggetti in modo astratto e parcellizzato come avveniva precedentemente, ma sintetico e globale nel loro contesto naturale di fiori e piante.

La scienziata ebbe due figlie, a cui insegnò la sua stessa arte, coltivata con il metodo dell'osservazione diretta e della rappresentazione artistica.

A un certo punto della vita entrò con la madre e le figlie in una comunità religiosa di integralisti protestanti (Labadisti), dove la fedeltà all'insegnamento evangelico comportava l'abbandono di ogni ricchezza e la vita in una comunità dedita alla meditazione e al distacco dalle cose del mondo.

Da quel momento, Maria Sibylla troncò ogni rapporto con il marito, tanto che in anni successivi si dichiarò vedova, mentre lui viveva ancora in un’altra città. In seguito lasciò la setta dei Labadisti. Si trasferì ad Amsterdam con le figlie e gestì da sola la sua attività di illustratrice dal vero. Lo fece così bene da riuscire a realizzare il sogno di andare a studiare gli insetti esotici nel Suriname, allora colonia olandese dell’America meridionale.

La flora e la fauna dei paesi 'esotici' le ispirarono opere bellissime e suscitarono molto interesse negli europei del Settecento, che collezionavano le rarità provenienti dai viaggi dei primi avventurosi che si recavano nelle Indie.

Pubblicò diversi libri meravigliosamente illustrati. Morì nel 1717, le sue tavole sono conservate nel Museo di Storia naturale di Milano.

Per approfondire: Sara Sesti, Liliana Moro “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", Ledizioni, Milano 2020.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza"
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/sara.sesti13

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