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Lunedì, 24 Ago 2026

Il sindaco di Pescara ha annunciato l'intenzione di voler piantare 1000 alberi nella Riserva Naturale Pineta Dannunziana. Lo fa per coprire il progetto di abbattimento di una fascia boscata di margine, entro l'area protetta, con querce e pini d'Aleppo di età compresa tra 70 e 100 anni.

Ma è giusto piantare 1000 alberi? SI’, se lo fa in Città, lungo le strade e nei giardini pubblici ed aree come quella dell'ex stazione. NO DECISO, se lo fa in una Riserva Naturale.

Se avesse ottemperato a nominare un direttore e un comitato tecnico-scientifico per la gestione della Riserva, avrebbe saputo che occorre tutelare e riprodurre I GENOTIPI LOCALI per difenderne la biodiversità.

Come fare: prendere i semi del Pino monumentale (la cui analisi del DNA ribosomale, a cui ho contribuito con l'Università della Tuscia-Viterbo, ha mostrato essere tra quelli autoctoni), e quelli di pini analoghi, produrre piantine in apposito vivaio e reimpiantarle.

Materiale acquistato dal vivaismo commerciale va bene per la città ma andrebbe evitato per una Riserva Naturale se la provenienza è non locale. Non è un giardino pubblico. Il problema è che se immettiamo varietà commerciali, queste si ibrideranno con quelle native e alla fine la flora della Riserva subisce indebolimento e uno stravolgimento.

E' già successo col mirto, l'arbusto dei poeti, dei nobili sentimenti, i "mirti divini" decantati da Gabriele D'Annunzio. Quello nostro, varietà diversa dagli altri mirti italiani, era ridotto a tre soli arbusti a rischio di scomparsa (uno proprio in via Pàntini, sul ciglio della strada!). Nel 1987, l'ho salvato riproducendone sul balconcino di casa circa 500 esemplari da seme, poi impiantati in massima parte in Pineta. Ne ho ancora alcuni di bellissimi nel giardino del mio palazzo e uno è a casa di un'amica: riserva di semi puri.

Il Comune, invece, ha acquistato e immesso mirti stranieri e ora nella Riserva vedo patetici ibridi estranei al nostro ambiente naturale.

CONCLUSIONI: 1) SI’a mille alberi, ma in città, fuori Riserva Naturale; 2) No all'abbattimento della fascia boscata adulta: prima che i nuovi alberelli possano dare gli stessi benefici ecosistemici (purificazione dell'aria e mitigazione del clima in primis) di quelli che si vuole uccidere, dovranno crescere e passare 70-100 anni e noi questo tempo non l'abbiamo; 3) La gestione di una Riserva Naturale richiede competenze scientifiche e pratiche multidisciplinari: non è il giardino di casa.

Foto in basso: FIORI E BACCHE DEL NOSTRO MIRTO AUTOCTONO. Felice di averlo salvato dall'estinzione.

Giovanni Damiani
Già Direttore di Anpa e Direttore tecnico di Arta Abruzzo
facebook.com/giovanni.damiani.980


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