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Lunedì, 24 Ago 2026

Nel 2023 il livello complessivo di riciclo dei rifiuti da imballaggio in Italia è salito dal 70,7 al 75,3%, con un superamento degli obiettivi fissati dalla normativa Ue per il 2025 e il 2030 che fa presumere una partecipazione proattiva, nel settore, da parte delle imprese beneficiarie del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi provenienti da materiali di recupero. È quindi raccomandabile l’attivazione di un sistema di monitoraggio che fornisca indicazioni sugli effetti di crescita apportati dalla misura nell’uso dei materiali riciclati, anche per valutare un eventuale ampliamento della dotazione finanziaria e la previsione di un finanziamento su base annuale.

È quanto afferma la Corte dei conti nella relazione approvata dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione con Delibera n. 1/2026/G, in cui la magistratura contabile ha analizzato l’efficacia dell’utilizzo in Italia del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi realizzati con materiali di recupero. Una misura adottata in attuazione della direttiva Ue n. 2018/852 per il contrasto all’aumento della produzione di materiali plastici e cartacei per gli imballaggi - quota rilevante dei rifiuti solidi urbani - e che si inserisce nel quadro degli obiettivi di sostenibilità ambientale dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Il credito d’imposta, specifica la Corte, è riconosciuto alle imprese per le spese documentate di acquisto di prodotti e imballaggi provenienti dalla raccolta differenziata della plastica, della carta e dell’alluminio, nonché di imballaggi biodegradabili e compostabili conformi alla normativa europea di settore.

L’agevolazione, pari al 36% delle spese sostenute nel 2019 e 2020, con un limite massimo di 20.000 euro l’anno per ogni impresa beneficiaria, ha previsto uno stanziamento iniziale complessivo annuo di un milione di euro, poi aumentato a 5 milioni dalla legge di bilancio 2023 e confermato anche per il 2024 e 2025. Dalla data di istituzione della misura fino al 1° ottobre 2025, gli importi fruiti in compensazione (mediante modello F24) ammontano nel complesso a 7.345.083 euro.

Oltre alla verifica degli effetti di crescita apportati dal credito d’imposta nell’uso dei materiali riciclati, l’ulteriore auspicio della magistratura contabile riguarda l’adozione di iniziative dirette a favorire una maggiore diffusione sul territorio dei fornitori di materiali provenienti da riciclo, per diversificare l’offerta, ridurre i costi di trasporto e migliorare le performance complessive in coerenza con gli obiettivi ambientali dell’Agenda 2030 dell’ONU.

(Fonte: Corte dei conti)

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