Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 20 Set 2026

di Antonio Del Gatto

Tra i provvedimenti adottati dal Consiglio dei ministri nella seduta di venerdì 26 ottobre, vi è anche quello che, in materia di Tfr, cancella la trattenuta mensile del 2,50% a carico del lavoratore.

Tale trattenuta era stata introdotta dall’art. 12, comma 10, del decreto-legge n. 78/2010, convertito in legge 122/2010, norma dichiarata incostituzionale dalla Consulta, con sentenza n. 223 dell’11  ottobre 2012 e che così recitava: “Con effetto sulle anzianità contributive maturate a decorrere dal 1 gennaio 2011, per i lavoratori alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche … per i quali il computo dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, in riferimento alle predette anzianità contributive non è già regolato in base a quanto previsto dall'articolo 2120 del codice civile in materia di trattamento di fine rapporto, il computo dei predetti trattamenti di fine servizio si effettua secondo le regole di cui al citato articolo 2120 del codice civile, con applicazione dell'aliquota del 6,91 per cento”.

Sino alla data del 31 dicembre 2010, però, ai fini del Tfs (Trattamento di fine servizio) la legge imponeva alle pubbliche amministrazioni un accantonamento complessivo del 9,60% sull’80% della retribuzione lorda, con una trattenuta a carico del dipendente pari al 2,50% sull’80% della retribuzione.

La nuova norma, nonostante stabilisse ai fini del Tfr, a decorrere dal 1º gennaio 2011, l’applicazione dell’art. 2120 del codice civile, ha previsto l’applicazione dell’aliquota del 6,91% sull’intera retribuzione, senza escludere la trattenuta a carico del dipendente pari al 2,50% della base contributiva della buonuscita, siccome avviene per il lavoratori privati.

Dal prossimo mese di novembre, dunque, gli enti pubblici che nei mesi scorsi hanno dato applicazione alla disposizione normativa cancellata dalla Corte Costituzionale dovranno interrompere la ritenuta e, non appena il governo emanerà un apposito decreto, dovranno altresì provvedere al rimborso di quanto indebitamente trattenuto da gennaio 2011 a ottobre 2012 sulle buste paga dei dipendenti che alla data del 31 dicembre 2000 avevano un contratto a tempo indeterminato con la pubblica amministrazione.

Secondo calcoli approssimativi, tenendo conto dei livelli retributivi  dei singoli dipendenti, la ritenuta può variare da un minimo di  20 a un massimo di 80 euro mensili.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

I giganti dell’IA escono allo scoperto sulla regolamentazione: la contraddizione nascosta

Prima Dario Amodei, CEO di Anthropic, poi Sam Altman, CEO di OpenAI, e infine Elon Musk, alla...
empty alt

A Pescara, conferenza con lo scienziato Paolo Pileri, strenuo difensore delle qualità ecologiche del suolo

Sabato prossimo, 19 settembre, a Pescara, ci sarà una conferenza con Paolo Pileri, scrittore e...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
Back To Top