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Domenica, 20 Set 2026

di Adriana Spera

Il Cnr sembra proprio non volerci stare ad attenersi a quello che ormai è uno ius receptum, ovvero a far scorrere una precedente graduatoria ancora valida anziché bandire un nuovo concorso.

Dopo il doppio ko rimediato innanzi al Tar del Lazio, e la decisione di ricorrere in appello, l’ultimo tribunale a censurare l’illegittimo comportamento dell’ente di piazzale Aldo Moro è stato, in ordine di tempo, il Tar della Campania – Sez. di Salerno - con sentenza n. 321 del 4 febbraio 2014 (Pres. Esposito, Est. Verlengia).

A seguito della pubblicazione da parte del Cnr del bando di concorso n. 364-135/2012 del 28 dicembre 2012, volto all’assunzione, con contratto a tempo indeterminato, di complessive due unità di personale profilo collaboratore di amministrazione di 7° livello, appartenenti alle categorie protette di cui agli artt. 1 e 18 della legge n. 68 del 1999, residenti nella Regione Campania, da destinare all’Istituto di Scienze dell’alimentazione di Avellino, un candidato - già risultato primo degli idonei in un precedente concorso la cui graduatoria era ancora valida - ha adito le vie legali.

Il Tar della Campania, nell’annullare il nuovo bando del Cnr, oltre a richiamare a supporto la decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 14/2011, ha aggiunto che “lo scorrimento delle graduatorie trova causa proprio nell'obiettivo di ridurre la spesa pubblica, evitando l'indizione di nuovi concorsi per il reclutamento del personale e, contestualmente, attuando principi di economicità e di efficienza dell'azione amministrativa, tenuto conto del costo e dei tempi di esperimento di procedure concorsuali, ivi compresa la procedura di mobilità”.

Ne consegue - ha precisato il Collegio giudicante - che, costituendo lo scorrimento di precedenti graduatorie il metodo privilegiato dal legislatore per la copertura di posti vacanti, l'utilizzo dello stesso rispetto ad altri metodi di copertura non necessita di alcuna motivazione.

Argomentazioni, queste, che non sembrano lasciare spazio a ulteriori tentennamenti e/o tergiversazioni da parte dell’ente, presieduto da Luigi Nicolais, in una materia che non ha più nulla, ma proprio nulla che possa risultare di difficile interpretazione.

E tuttavia pare proprio che l'ente di Nicolais si ostini a negare quello che, diversi secoli prima della nostra era, già risultava chiaro a Eraclito, cioè che tutto scorre (per dirla con l'illustre presocratico: panta rei).

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