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Sabato, 07 Nov 2026

Pubblichiamo, di seguito, un comunicato che stigmatizza deplorevoli iniziative speculative messe in atto da una sigla sindacale che si definisce “conflittuale”, dopo che Usi-Ricerca ha attuato una civile protesta contro il blocco dei contratti del pubblico impiego.

 

Conunicato Usi-Ricerca

Giovedì scorso, ai dipendenti del Cnr, e salvo ad altri del comparto enti di ricerca, è giunto un messaggio da parte di una sigla sindacale, che suole definirsi “conflittuale”, contenente una sorta di necrologio del nostro sindacato, nel quale testualmente si legge: “Abbiamo appreso della decisione di USI Ricerca di non presentarsi alle prossime elezioni RSU, come segno di protesta contro il blocco contrattuale. Una scelta, quella di USI, che non vogliamo giudicare, ma che non condividiamo. Di fatto il settore della Ricerca perde così un pezzo importante di storia del sindacalismo di base …

Evidentemente la sigla – fatto assai grave per chi dovrebbe fare corretta informazione – ignora le azioni di protesta contro il blocco dei contratti pubblici, proposte dalla segreteria nazionale di Usi-Ricerca e approvate a larghissima maggioranza dagli iscritti-votanti, ma si è limitata ad apprenderle, non si sa bene da chi.

Se si fosse degnata di leggere gli articoli apparsi sul Foglietto del 16 dicembre 2014 e del 13 gennaio 2015, forse avrebbe potuto evitare la figuraccia che indubbiamente fa chi scrive il necrologio di chi, invece, è in piena salute.

L’Usi, sindacato rappresentativo negli enti di ricerca da un quarto di secolo, lungi dal ricorrere a gesti apotropaici, che spesso possono risultare anche volgari,  afferma – senza timore di essere smentito da chicchessia né tantomeno da sigle in cerca di una qualche visibilità – di essere non solo viva più che mai, ma di essere anche autore di una originale quanto inusuale forma di protesta contro quella che è ormai una vera e propria persecuzione nei confronti dei lavoratori pubblici, la cui busta paga dal 2010 ad oggi è stata alleggerita in media di 600 euro mensili, a causa dello scandaloso e reiterato blocco dei contratti, rispetto al quale la strategia del sindacato confederale ma anche di quello “conflittuale” è stata del tutto evanescente.

E’ per questo che Usi-Ricerca ha sottoposto alla approvazione dei propri iscritti due proposte: interruzione della ritenuta sindacale fino alla sottoscrizione del nuovo ccnl (proposta che evidentemente non è stata riferita alla sigla “conflittuale” autrice del necrologio) e non partecipazione alle elezioni Rsu, elezioni il cui fine – è stato specificato – non è certo quello di sbloccare il contratto, ma di cercare di “arricchire” o “salvaguardare” il pacchetto di permessi-distacchi.

Nell’articolo apparso sul Foglietto del 16 dicembre scorso, come molti ricorderanno, è stato specificato a chiare lettere – proprio a scanso di equivoci – che, se le proposte fossero state approvate dalla maggioranza degli iscritti-votanti, non ci sarebbe stata alcuna cessazione dell’attività di Usi-Ricerca, che avrebbe continuato ad operare, cercando di rafforzare non solo l’opera di volontariato di quanti in questi 26 anni si sono fatti carico di tante iniziative ma, soprattutto, gli strumenti di informazione e di assistenza, ormai patrimonio di tanti lavoratori.

Nello stesso articolo si leggeva anche che i dipendenti degli enti di ricerca, non ancora iscritti, potranno aderire liberamente a Usi-Ricerca, ma senza subire alcuna ritenuta mensile, fino al rinnovo contrattuale.

Più chiari di così!

Se non è chiedere troppo, anziché criticarci per quello che non abbiamo detto, forse sarebbe il caso di riflettere su quel che abbiamo fatto e magari trarne ispirazione. Ma forse è sperare troppo.

Ma evidentemente la corretta informazione, che contraddistingue da dodici anni l’attività del Foglietto e da 26 quella di Usi-Ricerca, fa parte di una cultura difficile da assimilare, al punto che c’è chi arriva incredibilmente a scrivere da un lato che “non vogliamo giudicare” la scelta dell’Usi e, subito dopo, che “non la condividiamo”. Una contraddizione in termini, a dir poco risibile!

In conclusione, Usi-Ricerca rivolge a tutti i lavoratori del pubblico impiego e, in particolare, a quelli  della ricerca, l’invito a mettere in atto, contro l’indegno blocco del contratto di lavoro che si protrae da 6 anni, una civile forma di protesta con la NON sottoscrizione di liste, la NON accettazione di candidature e di altri incarichi (membro di commissione elettorale e/o scrutatore), la NON partecipazione al voto Rsu e con la richiesta di interruzione - fino alla stipula del nuovo ccnl - della ritenuta sindacale all’eventuale sindacato di appartenenza (diverso da Usi-Ricerca, che ha già interrotto la ritenuta), utilizzando, se si vuole, l’unito fac-simile.

Solo così i lavoratori potranno tornare a essere veri protagonisti.

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