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Sabato, 31 Ott 2026

Dovrebbe essere l’ultima occasione per le donne lavoratrici, sia del settore pubblico che privato e/o autonomo, per poter accedere alla pensione con almeno 35 anni di anzianità contributiva e 57 anni di età anagrafica, entrambe maturate alla data del 31 dicembre prossimo.

 Si tratta della così detta “opzione donna”, i cui termini di scadenza, già fissati per la fine dello scorso anno, verranno differiti alla fine del corrente anno, con la legge di stabilità all’esame del Parlamento.

L’art. 19, comma 1, infatti, prevede che, al fine di portare a conclusione la sperimentazione di cui all’articolo 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243, la facoltà prevista al predetto articolo 1, comma 9, è estesa anche alle lavoratrici che maturano i requisiti previsti dalla predetta disposizione, adeguati agli incrementi della speranza di vita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, entro il 31 dicembre 2015 ancorché la decorrenza del trattamento pensionistico sia successiva a tale data, fermi restando il regime delle decorrenze e il sistema di calcolo delle prestazioni applicati al pensionamento di anzianità di cui alla predetta sperimentazione.

L’opzione ha un costo non indifferente per chi decide di usufruirne, atteso che il calcolo del trattamento pensionistico viene effettuato con il solo metodo contributivo anziché misto (retributivo/contributivo), con la conseguenza che l’assegno mensile risulterà in media inferiore di circa il 30% per le dipendenti pubbliche e di oltre il 35% per quelle del settore privato.

Dal 2004 (anno di inizio della sperimentazione) al 2014, ad avvalersi dell’opzione sono state circa 28 mila donne lavoratrici.

Stando alle stime dei tecnici del governo, potrebbero approfittare della proroga fino alla fine del corrente anno altre 55 mila donne, soprattutto perché dal 2016 per poter accedere alla pensione di vecchiaia ci sarà un ulteriore scalino per le donne del settore privato: i 63 anni e 9 mesi necessari ora alle lavoratrici dipendenti, da gennaio prossimo diventeranno 65 anni e 7 mesi, mentre per le autonome si passerà da 64 anni e 9 mesi a 66 anni e 1 mese. Per le donne del settore pubblico, invece, per accedere alla pensione di vecchiaia bisognerà aver compiuto 66 anni e 7 mesi.

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