Giornale on-line fondato nel 2004

Giovedì, 30 Apr 2026

La decisone della VI sezione del Consiglio di Stato (n. 183 del 19 gennaio 2010 - Pres. Barbagallo, Est. De Nictolis) si è abbattuta come un fulmine a ciel sereno sul capo di quanti, da anni, si appellano al principio di precauzione in materia di coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm).

La questione era stata sollevata con un ricorso al Tar del Lazio da Silvano Dalla Libera, maiscoltore e vice presidente di Futuragra, associazione di imprenditori agricoli favorevoli alle biotecnologie, nata a Pordenone nel 2004. Dalla Libera si era rivolto al Tribunale dopo che il ministero delle Politiche agricole, ad aprile 2007, non gli aveva concesso l'autorizzazione alla messa in coltura di varietà di mais geneticamente modificate. Il ministero, all’epoca guidato da Alfonso Pecoraro Scanio,  aveva comunicato a Dalla Libera di "non poter procedere all'istruttoria della richiesta di autorizzazione nelle more dell'adozione, da parte delle Regioni, delle norme idonee a garantire la coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e transgeniche (piani regionali)”. Dopo che il Tar, nel 2008, aveva dichiarato il ricorso inammissibile, per mancata notificazione ad almeno un controinteressato, dovendosi intendere per tali le Regioni a cui si imputava di non aver adottato i piani di coesistenza, Dalla Libera si era appellato al Consiglio di Stato che, con la richiamata sentenza n. 183, nei giorni scorsi ha accolto il ricorso, che ora potrà produrre effetti clamorosi. Per i giudici di Palazzo Spada, “è illegittimo il provvedimento con il quale il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha comunicato di non poter procedere all'istruttoria della richiesta di autorizzazione alla messa in coltura di varietà di mais geneticamente modificate, atteso che, in base al principio comunitario della coltivabilità degli Ogm se autorizzati, il rilascio dell'autorizzazione alla coltivazione non può essere condizionato alla previa adozione dei piani di coesistenza”. Per l’effetto, il Consiglio di Stato ha ordinato al ministero di concludere il procedimento autorizzatorio. In attesa di conscere quali saranno in Italia le conseguenze dell’inattesa decisione, appare opportuno segnalare che il Consiglio di Stato francese, nell’agosto del 2009, ha annullato il decreto che avrebbe dovuto trasferire anche nel diritto francese la direttiva europea sugli Ogm, perché i cittadini d’oltralpe non sarebbero stati sufficientemente informati sugli studi in materia di effetti sulla salute. Ma, come si sa, l’Italia è l’Italia!

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Bevagna omaggia Francesco d'Assisi, a 800 anni dalla morte

Dal 30 aprile al 3 maggio, storici, docenti universitari, ricercatori, musicisti, giocolieri e...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Cosa caratterizza la folle corsa alla spesa militare?

Gli anni Venti del XXI faranno storia, sicuramente. Non tanto per le loro innumerevoli crisi, che...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
Back To Top