Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 25 Mag 2026

Martedì scorso, 5 aprile, a quasi sette anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo n. 150/2009, meglio noto come decreto Brunetta, all’Aran è stata sottoscritta l’ipotesi di accordo quadro nazionale, che ridefinisce i comparti e le nuove aree di contrattazione del pubblico impiego.

I comparti di contrattazione, dunque, passano da 11 a 4, siccome previsto dall’art. 40, comma 2, del citato decreto.

Nel primo dei nuovi quattro comparti, denominato “Funzioni centrali” (247.000 occupati), confluiscono gli attuali comparti Ministeri, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici, Enti di cui all’art. 70 del d.lgs. n. 165/2001 (in particolare: Enac, Cnel); nel secondo, “Funzioni Locali” (457.000 addetti), confluisce l’attuale comparto Regioni-autonomie locali; nel terzo, “Istruzione e ricerca” (1.111.000 occupati), sono compresi gli attuali comparti Scuola, Accademie e conservatori, Università, Enti pubblici di ricerca, Enti di cui all’art. 70 del d.lgs. n. 165/2001 (in particolare, Agenzia spaziale italiana); nel quarto e ultimo comparto, denominato “Sanità” (531.000 addetti), confluiscono de plano tutti gli enti e le aziende sanitarie.

Anche la dirigenza sarà articolata in quattro comparti, in tutto analoghi a quelli sopra elencati.

Le organizzazioni sindacali devono superare la soglia del 5% - intesa come media tra deleghe e voti alle Rsu - per essere ammessi a negoziare, così come per l’accesso alle prerogative sindacali (permessi, distacchi, assemblee).

L’accordo prevede che, entro 30 giorni, due o più sigle possano aggregarsi per poter superare la predetta soglia, mentre a quelle sigle rappresentative nei preesistenti comparti e ora non più, in occasione della trattativa per il rinnovo contrattuale 2016-2018 viene concesso una sorta di “diritto di tribuna”, atteso che, come dichiarato dal presidente dell’Aran, esse «avranno diritto di presenza ai tavoli negoziali, senza avere diritto di parola o godere delle prerogative sindacali».

Ci manca solo che gli facciano pagare il biglietto d'ingresso. In pratica, un ruolo simile, o quasi, quello degli spettatori dei talk show televisivi.

Comunque, solo quando ci sarà la firma dell’accordo definitivo, si potrà cominciare a parlare di avvio della trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro del pubblico impiego, bloccato da sette anni, per il quale il governo ha stanziato, per il 2016, la misera somma di 300 milioni di euro, che in media fanno 5 euro per dipendente.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Professore d’orchestra licenziato causa Covid ottiene giustizia in Cassazione

Con ordinanza n.14088/2026, pubblicata il 13 maggio scorso, la Cassazione – sezione Lavoro – ha...
empty alt

Le figure Kolam. Antichissima tecnica rituale tramandata di madre in figlia

I Kolam sono motivi ornamentali della tradizione indiana, disegnati sul terreno dalle donne...
empty alt

Cina col vento in poppa: aumenta l’export verso i paesi Ue. E diminuisce l’import

Il fatto puro e semplice, che il grafico in alto a destra mostra nella sua esemplare chiarezza, è...
empty alt

Il Giardino della Ricerca per Andrea Rocchelli, a 12 anni dal suo barbaro assassinio nel Donbass

Domenica prossima, 24 maggio, a Pavia verrà intitolato a Andrea Rocchelli, giovane giornalista e...
empty alt

Le guerre distruggono molto più di quello che producono

Fra le molte stupidaggini che abbiamo ripetuto tutti almeno una volta nella vita c’è quella che...
empty alt

“Tre chilometri alla fine del mondo”, omofobia difficile da estirpare nella civile Europa

Tre chilometri alla fine del mondo, regia di Emanuel Parvu, con Ciprian Chiujdea (Adi), Bogdan...
Back To Top