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Venerdì, 23 Gen 2026

Un’autentica stangata per l’Università di Pavia, condannata dal Consiglio di Stato sez.VI, con sentenza n. 1834 del 6 maggio 2016, a risarcire circa 8 milioni di euro di contribuzioni degli studenti per il triennio 2010-2012.

La vicenda risale appunto al 2010, quando l’Università di Pavia, sforando il tetto stabilito dalla legge circa il peso delle tasse in rapporto ai finanziamenti dello Stato, decide di cambiare il sistema di contribuzione studentesca, applicando una norma sulla spending review voluta dal governo Monti, che escludeva le tasse pagate dagli studenti fuoricorso dal computo del gettito complessivo.

In sostanza, se prima del decreto Monti la soglia di tassazione a carico degli studenti non doveva superare il 20% del Ffo (Fondo finanziamento ordinario), dopo quel decreto il calcolo della contribuzione non avrebbe dovuto essere più fatto sul totale degli studenti iscritti, ma solo tenendo conto degli studenti in corso, con esclusione dei fuoricorso.

Questa interpretazione della normativa, siccome intesa dall’Ateneo Pavese, è stata però “respinta” dal Consiglio di Stato, per il quale la modifica della formula di calcolo, introdotta dal governo Monti nel 2012, che appunto prevedeva l’esclusione delle tasse pagate dai fuoricorso dal computo del gettito complessivo, non ha valore retroattivo. Il Consiglio di Stato ha inoltre precisato che, mancando i provvedimenti attuativi – mai emanati, ma ugualmente applicati dall’ateneo – la distinzione tra la contribuzione degli studenti in corso e quella dei fuoricorso non poteva considerarsi di immediata applicazione.

Grande soddisfazione ha espresso l’Udu, che ha sottolineato il fondamentale impatto politico della sentenza “che determina, dal 2012 a oggi, una situazione di potenziale illegalità per la maggior parte degli atenei italiani, tutti quelli che, senza lo scorporo totale delle tasse pagate dagli studenti fuoricorso, non avrebbero rispettato il vincolo del rapporto massimo del 20%”.

Poiché proprio questo è l’aspetto più importante che emerge dalla vicenda, quello dell’Ateneo Pavese non essendo da ritenere un caso isolato, l’Udu ne ha tratto la conseguenza che sia finalmente giunto il momento per il governo di intavolare una discussione seria sulla tassazione universitaria, in quanto materia sulla quale è prioritario intervenire con urgenza.

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