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Domenica, 15 Mar 2026

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 6 giugno scorso, del Dpr 6 aprile 2016, n. 95, recante modifiche al precedente regolamento n.222 del 2011, che entrerà in vigore il prossimo 21 giugno, il quadro complessivo entro cui si svolgerà la nuova abilitazione scientifica nazionale può dirsi ormai delineato.

Sta per partire così la nuova abilitazione a sportello, grazie alla quale, come già anticipato in nostri precedenti articoli sull’argomento, gli aspiranti professori universitari di I e II fascia potranno fare domanda tutto l’anno e non più nei periodi prefissati dal Miur.

In base alle nuove regole, chi non è riuscito a conseguire l’abilitazione dovrà aspettare un anno per riprovarci. In caso di conseguimento dell’abilitazione, invece, non si potrà ripresentare domanda, per lo stesso settore e la stessa fascia, per 4 anni. La novità di rilievo, però, è senz’altro rappresentata dall’allungamento della durata dell’abilitazione a 6 anni, mentre finora era soltanto di 4.

Ridotti, invece, significativamente, i tempi per il conseguimento dell’abilitazione, visto che le commissioni dovranno procedere a effettuare le loro valutazioni al massimo entro 5 mesi.

Le commissioni, poi, saranno cambiate ogni due anni e non potrà farne parte più di un membro in servizio presso la stessa Università. Composte da 5 commissari, tutti professori ordinari, decideranno a maggioranza di 3/5 e non più di 4/5, secondo quanto più volte ribadito dalla giurisprudenza dei giudici amministrativi.

Quanto, poi, alla chiamata vera e propria dei professori di I e II fascia (ma anche dei professori a contratto), i relativi procedimenti saranno effettuati dagli atenei sulla base di una programmazione triennale, che assicuri la copertura finanziaria (sostenibilità degli oneri stipendiali, progressioni di carriera, ecc).

Intanto, nella giornata di ieri, il ministro Giannini ha firmato il decreto contenente "i criteri e i parametri" per la valutazione dei candidati all’Abilitazione Scientifica Nazionale.

Il provvedimento, che prima di essere pubblicato in Gazzetta dovrà ottenere l’ok della Corte dei conti, stabilisce:

1) il numero massimo di pubblicazioni che ciascun candidato può presentare per ottenere l’Abilitazione: da 10 a 16 a seconda dell’area disciplinare e della fascia di docenza per cui si concorre;

2) i titoli validi ai fini dell’Abilitazione. Oltre al raggiungimento obbligatorio di almeno due degli indicatori di impatto della produzione scientifica, dovrà essere dimostrato il possesso di almeno altri tre titoli, tra i quali: l’organizzazione o la partecipazione come relatore a convegni di carattere scientifico in Italia o all’estero, la responsabilità scientifica di progetti di ricerca nazionali e internazionali, incarichi di insegnamento o ricerca presso atenei o istituti di ricerca esteri, responsabilità di studio e ricerche affidati da qualificate istituzioni pubbliche o private, il conseguimento di premi e riconoscimenti per l’attività scientifica, inclusa l’affiliazione ad accademie di riconosciuto prestigio nel settore, i risultati ottenuti nel trasferimento tecnologico in termini di partecipazione alla creazione di nuove imprese, sviluppo, impiego e commercializzazione di brevetti;  

3) i criteri e i parametri per la valutazione dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche. Nel caso delle pubblicazioni, peseranno, fra l’altro, l’originalità, il rigore metodologico, il carattere innovativo, la qualità in rapporto al panorama nazionale e internazionale, nonché la collocazione editoriale dei prodotti scientifici presso editori, collane o riviste di rilievo nazionale o internazionale. Gli indicatori per verificare l’impatto della produzione scientifica sono stati meglio definiti specificando, ad esempio,  l’arco temporale in cui le opere devono essere state pubblicate;

4) le modalità di accertamento della qualificazione scientifica degli aspiranti commissari, con un innalzamento dei parametri di selezione rispetto al passato.

Ora all’appello manca il regolamento di fissazione dei valori soglia degli indicatori da raggiungere per conseguire l’abilitazione - che andranno a sostituire le contestatissime mediane - che dovrà vedere la luce nei 45 giorni successivi alla pubblicazione del decreto firmato ieri dal ministro.

Appare probabile, dunque, che la nuova tornata di abilitazioni, attesa da circa 40 mila aspiranti, possa partire prima della la fine dell’anno.

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