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Sabato, 10 Gen 2026

Come noto, il Decreto del Miur n.602/2016 riporta i tanto attesi valori soglia, ma tutto sembra complicarsi tremendamente per gli aspiranti accademici. Il citato decreto, infatti, individua valori soglia differenti a livello di settore scientifico disciplinare (ssd), dato che opera una precisa distinzione tra coloro che sono afferenti in uno specifico settore e coloro che, invece, non lo sono.

Per i primi, è stabilito che valgono i criteri fissati per il settore, mentre per i secondi si riconosce alle Commissioni di concorso un potere discrezionale circa i valori soglia da applicare alla valutazione. L’incertezza, per non dire la confusione, a questo punto sembra tornare sovrana.

Secondo il Consiglio universitario nazionale (Cun), che nei giorni scorsi ha inviato una nota di raccomandazione al Miur, l’inclusione in uno specifico ssd è derivata da motivi di natura burocratica, cioè didattica, e non da un preciso riferimento all’attività di ricerca svolta, senza trascurare, poi, che, a complicare ulteriormente le cose, “una distinzione tra ssd rigidamente determinata sulla base delle relative declaratorie … è talvolta anche difficile e naturalmente inopportuna”.

La conseguenza è che gli aspiranti accademici rischiano di essere valutati alla stregua di valori soglia troppo alti o, comunque, notevolmente diversi rispetto a quelli connessi alla loro produzione scientifica. Un’esclusione che appare ingiustificata e, come tale, probabile fonte di futuri contenziosi, come se non bastassero tutti quelli in cui il Miur è stato coinvolto sinora, con gli esiti catastrofici di cui vi abbiamo ampiamente riferito.

Staremo a vedere, perciò, se la storia è maestra di vita o se, come troppo spesso accade, non insegna proprio niente, dato che viene a ripetersi tale e quale.

L’auspicio del Cun, in tutto questo, è che si preveda, pro futuro, una maggiore discrezionalità da parte delle Commissioni di Asn nell’individuazione del ssd di riferimento per la valutazione del superamento delle soglie “anche nei casi in cui tutti i candidati risultino inquadrati in uno specifico ssd nell’ambito del settore concorsuale per il quale hanno chiesto l’abilitazione, nel caso in cui la loro produzione scientifica sia coerente con un diverso ssd dello stesso settore concorsuale le cui soglie siano più favorevoli al candidato”.

Il Cun raccomanda, altresì, che tale discrezionalità possa essere riconosciuta subito nella valutazione di tutti coloro che non hanno una posizione di ruolo nell’università, soprattutto dei ricercatori a tempo determinato, ancorché inquadrati in uno specifico settore, dato che per essi non c’è possibilità di cambiare settore.

Chi ci ha letto prima delle vacanze estive, ricorderà che il Cun non si era espresso favorevolmente nei confronti dei valori soglia. Per quel che ci pare di capire, ora continua a essere critico nei confronti della loro attuazione.

In tutto questo, stupisce alquanto la mancanza di dialogo tra due istituzioni, il Cun e il Miur, che dovrebbero, invece, essere in costante rapporto tra loro.

Lungi da una qualsivoglia forma di coordinamento, sembra di trovarsi, invece, di fronte a monadi senza finestre, secondo un’espressione in uso tra i filosofi ma di scarsa efficacia nel mondo del diritto.

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