Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 18 Feb 2026

Con l’invio, due giorni fa, dell’atto di indirizzo all’Aran da parte del ministero della pubblica amministrazione, un piccolo passo in avanti è stato fatto verso l’apertura del tavolo della trattativa per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici, bloccati ormai da sette anni.

Il documento è stato trasmesso alla vigilia della pubblicazione in Gazzetta del decreto legislativo n. 75/2017, di riforma del Testo unico del pubblico impiego, che in parte dovrà essere recepito nei nuovi contratti.

Prima, però, che Aran e sindacati possano avviare le trattative, occorrerà attendere gli atti di indirizzo dei singoli comparti che, come noto, sono stati ridotti da 11 a 4 e la cui redazione spetterà ai Comitati di settore dei medesimi comparti: Funzioni centrali, Funzioni Locali, Istruzione-Ricerca, Sanità.

Se i tempi sembrano quasi maturi per l’avvio della trattativa, non altrettanto può dirsi per la conclusione della stessa, atteso che le risorse necessarie per assicurare la copertura finanziaria, allo stato, non sono sufficienti, nonostante l’aumento medio a regime per il triennio 2016-2018, concordato tra governo e sindacati confederali con l’intesa del 30 novembre 2016 (alla vigilia del referendum costituzionale del 4 dicembre) sia ben poca cosa rispetto alla perdita del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori dal 2009 ad oggi.

Per il 2016, infatti, l’aumento medio lordo sarà di circa 12 euro mensili che, nel 2018 potrà raggiungere i tanto decantati 85 euro lordi mensili, a condizione, però, che con la prossima legge di bilancio vengano stanziate le risorse necessarie per la copertura finanziaria.

Tra le “disposizioni” impartite dal governo all’Aran con il predetto atto di indirizzo, da segnalare quella relativa alla necessità di incentivare le iscrizioni dei dipendenti pubblici ai fondi pensione, che dovranno trovare “adeguata copertura finanziaria all’interno delle risorse contrattuali nonché all’interno delle disponibilità di bilancio già stanziate e contenenti specifiche risorse finalizzate alla copertura degli oneri a carico del datore di lavoro”.

In sostanza, l’atto del governo - in disparte l’esiguità delle risorse - si appalesa alquanto scarno di contenuti e sostanzialmente peggiorativo sotto l’aspetto normativo.

Non si può ignorare, poi, che nel documento non si rinviene alcun riferimento alla sentenza della Consulta n. 178 del 24 giugno 2015, che aveva riconosciuto l’incostituzionalità del blocco dei contratti per il futuro, con la conseguenza che il triennio di riferimento contrattuale deve decorrere dal 24 luglio 2015 (giorno successivo alla pubblicazione della medesima sentenza) e non dal 1° gennaio 2016.

Inoltre, i due nodi principali, vale a dire i criteri per la determinazione della quota di accessorio legati alla produttività e la convergenza verso i 4 nuovi comparti, sono affrontati solo marginalmente e rinviati alla contrattazione.

Si può concludere dicendo che finora si è perso solo inutilmente tempo perché, se si vogliono cercare soluzioni serie a questioni indubbiamente complesse, si finirà per dilatare ulteriormente i tempi di sottoscrizione del nuovo contratto che, come noto, interessa più di 3 milioni di lavoratori.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Referendum giustizia, a rimetterci solo noi comuni cittadini

“Questa volta il giudice sei tu! Vota Sì” ,“La legge sarà uguale per tutti. Vota Sì”. Sono solo due...
empty alt

Ricerca UniPi: dagli scarti del pane al biocarburante sostenibile

Da uno studio condotto all’Università di Pisa arriva un innovativo approccio di economia circolare che...
empty alt

Aggiornamento sullo stato di salute della finanza pubblica statunitense

Un interessante post pubblicato dalla Fed di S. Louis ci consente di aggiornare le nostre...
empty alt

“Domani interrogo”, incomparabile lavoro di una prof in un liceo periferico di Roma

Domani interrogo, regia di Umberto Riccioni Carteni, con Anna Ferzetti (Professoressa), Fabio Bizzarro...
empty alt

Stress, come combatterlo? Meglio da soli che accompagnati

Lo stress è una componente inevitabile della nostra quotidianità, ma la capacità di gestirlo non...
empty alt

10 febbraio, "Giorno del Ricordo": un ricordo a senso unico, un ricordo smemorato

10 febbraio, è il "Giorno del Ricordo", istituito con la legge 92/2004 per "conservare e rinnovare la...
Back To Top