Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 15 Dic 2025

di Biancamaria Gentili

Un diritto del tutto incontestabile per tanti lavoratori tecnici e amministrativi degli enti di ricerca rischia di essere cancellato,

L’inserimento nella buonuscita della indennità di ente, mensile e annuale, che è fissa, continuativa, irrevocabile e non legata ad alcuna particolare attività del dipendente, è stata messa in discussione da una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione (n. 27836/09).

Ad adire  i giudici di piazza Cavour era stato l’Ispesl, che non aveva accettato una sentenza del Giudice del lavoro di Roma che aveva dato ragione a un gruppo di ex dipendenti, collocati in quiescenza dal 1998 in poi, i quali avevano richiesto che l’indennità di ente entrasse nel calcolo della buonuscita. Anziché ricorrere alla Corte d’Appello della capitale, l’ente di via Urbana ha scelto di andare per saltum alla Cassazione che il 30 dicembre scorso ha emesso il suo verdetto.

Si tratta di una decisione   che si fonda su un presupposto, condiviso sia dagli ex dipendenti dell’Ispesl che dallo stesso ente, che non appare fondato in quanto vuole far discendere “la computabilità dell’indennità di ente nella buonuscita dall’art. 71 del contratto degli enti di ricerca 1998-2001”, sottoscritto dall’Aran e dai sindacati il 21 febbraio del 2002.

Tale tesi è stata agevolmente smontata dagli Ermellini di piazza Cavour i quali, a ragione e senza troppi giri di parole, hanno ribadito che alla contrattazione collettiva è inibito “di disporre l’inclusione di elementi retributivi nella base di computo dell’indennità di buonuscita”, in quanto tale compito spetta solo alla legge.

Questa tesi conferma in pieno quello che da sempre sostengono i legali di Usi/RdB per i quali l’obbligo di conteggiare nella liquidazibne anche l’indennità di ente è sorto dal 1° gennaio 1996, dal momento in cui la detta indennità è stata integralmente sottoposta a contribuzione previdenziale a favore dell’Inpdap che, da parte sua, dalla stessa data, l’ha inserita nella quota A della pensione, ai sensi dell’art. 13 del d.lgs. 503/92.

Una simile prospettazione fino a oggi, purtroppo, non è stata ancora fatta alla Cassazione. Il rischio concreto ora è che i giudici di primo grado utilizzino la sentenza della Cassazione per respingere le istanze di tanti lavoratori collocati di recente in quiescenza o prossimi alla stessa.  Toccherà ancora una volta ai legali di Usi/RdB  recuperare un diritto che allo stato appare compromesso? Non sarebbe né la prima né l’ultima volta.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Primavera”, film colto ma accessibile al pubblico, classico ma contemporaneo

Primavera, regia di Damiano Michieletto, con Tecla Insolia (Cecilia), Michele Riondino (Antonio...
empty alt

Donne e fisica dopo i Nobel 2025

“La Fisica è la chiesa cattolica della scienza e, in quanto tale, sarà l’ultima ad accogliere le...
empty alt

L’Opec sul petrolio gioca al ribasso

Sembra che l’Opec sia tornata al passato, ai primi anni Dieci del nuovo secolo, quando...
empty alt

“L’ombra del corvo”, film struggente, inquietante, a tratti spaventoso

L’ombra del corvo, regia di Dylan Southern, (titolo originale The Thing with Feathers, tratto dal...
empty alt

La seconda missione dell’ivacaftor, farmaco finora attivo contro la fibrosi cistica

Nel mondo della medicina di precisione l’ivacaftor, uno dei primi farmaci approvato contro la...
empty alt

Anci e Legambiente al Governo: stanziare maggiori fondi per demolizione immobili abusivi

Come emerge dall’indicatore sull’abusivismo edilizio curato dall’Istat in collaborazione con il...
Back To Top