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Domenica, 22 Mar 2026

Ero pronto a buttar la croce addosso al governo del cambiamento, commentando l’ennesimo dato negativo del pil che certifica la (bentornata) recessione italiana, quando d’improvviso ho visto la luce.

D’improvviso m’è apparsa in tutto il suo splendore la raffinatissima strategia del governo, che pure aveva seminato indizi qua e là ma io, accecato da pregiudizio come tanti, non ero riuscito a coglierli. Dopo aver passato anni a perculare i governi dello Zerovirgola, mi ero persino disabituato all’idea che il nostro bellissimo paese potesse galoppare a ritmi non dico cinesi, ma almeno europei.

E infatti i nostri prodi ci stanno lavorando, ma serve tempo, e intanto bisogna pur campare. E questo spiega i navigator, i quota 100, e persino la flat tax che proprio oggi – che sembra una giornata infausta ma lo è solo per chi non crede nel cambiamento – è stata rilanciata dai nostri eroi del cambiamento. Ma dall’anno prossimo eh, e “in un percorso pluriennale”.

Ora non vi distraete perché il discorso si fa serio. Premesso che se il pil è calato dello Zerodue è tutta colpa di quelli di prima e del contesto internazionale, mica nostra (e pazienza se qualche ficcanaso nota che l’export netto, al contrario della domanda interna, ha contribuito positivamente al pil) e che la manovra del cambiamento farà tutto ciò che serve per badare a noi durante la retromarcia del pil, dovete tenere presente che questo arretrare prepara il vero cambiamento che attende questo paese.

Ha avuto anche la compiacenza di dircelo, il nostro amatissimo Vicepremier Uno (o due, fate voi). Arretriamo per preparare lo slancio. Sappiamo già cosa ci attende.

Si, ma è una sorpresa. Non fate i guastafeste.

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giornalista socioeconomico - Twitter @maitre_a_panZer

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