Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 10 Giu 2026

La guerra, le guerre. Non dovrebbero essere scatenate, non vi può essere dubbio. Non risolvono, ne pagano le conseguenze i più deboli. Ma a che serve “condannare”? Abbiamo fatto qualcosa per evitarle? Prima di tutto, sappiamo almeno quante ce ne sono in atto, o ce ne accorgiamo solo quando scoppiano quelle più “importanti”, quelle che fanno audience, quelle che i media si degnano di propinare cospargendole di fake news? Non credo.

Innanzitutto, sappiamo che le varie guerre vengono suddivise in categorie: fra queste, ad esempio, le “guerre a bassa intensità” (!?), quelle “preventive”, le guerre su mandato dell’ONU e addirittura le “guerre umanitarie” (!?), l’orrenda denominazione utilizzata ad esempio nel caso dell’attacco della NATO alla Serbia nel 1999. Qui, fra le varie azioni “umanitarie” ricordo i bombardamenti di Belgrado, la distruzione sistematica dei ponti con i giovani a formare catene umane per impedirlo e, ad esempio, il bombardamento di un treno pieno di civili. La NATO, cioè anche noi; e mi ricordo appena di qualche protesta.

 

Nel caso dell’Ucraina, pochi sapevano che nel Donbass è in corso una guerra “a bassa intensità” dal 2014; pochi sapevano, pochi si indignavano. Quando si parla di quegli abitanti li si chiama con disprezzo “filorussi”, che sono manipolati dagli “oligarchi”, come in Russia (a proposito, a qualcuno è mai venuto in mente di chiamare “oligarchi" Jeff Bezos piuttosto che Mark Zuckerberg?).

Però ho scoperto che fonti di informazione ce ne sono, a volerle cercare. Ad esempio, una intervista a una persona che è stata per un po’ di tempo in Donbass,
che si può seguire anche su facebook, segnalatami da uno dei miei amici di nome Stefano, e altre fonti, che ce ne sono: basta cercarle.

Se poi interessa un’opinione di persone di larghe vedute, segnalo un articolo di Pino Arlacchi e un intervento di Don Ciotti.

Tutto questo per provare a uscire dalla insopportabile retorica, dalla ipocrisia e dalla stupidità delle dichiarazioni pubbliche di questi giorni (ad esempio di chi parla addirittura di riaprire le centrali a carbone….) e per cercare di capire che non siamo spettatori inconsapevoli degli avvenimenti che ogni tanto si svegliano e alzano il cartellino rosso dal divano.

Quello che succede non solo ci riguarda ma, in misura magari piccola, ne siamo anche responsabili.

Massimiliano Stucchi
Sismologo, già dirigente di ricerca e direttore della Sezione di Milano dell’INGV
Fondatore e curatore del blog terremotiegrandirischi.com
facebook.com/massimiliano.stucchi.585
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

8 giugno – Giornata Mondiale degli Oceani con Sylvia Earle, “Sua Profondità”

Nella Giornata Mondiale degli Oceani, istituita dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione...
empty alt

Addio a Marjane Satrapi

Il 4 giugno 2026 si è spenta a Parigi, per “crepacuore”, la fumettista e regista franco-iraniana...
empty alt

La strozzatura di Hormuz inizia a fare vedere i suoi effetti

La strozzatura di Hormuz inizia a fare vedere i suoi effetti, viene da dire, sfogliando l’ultimo...
empty alt

Rapporto Anvur: Università di Firenze al top in Italia per qualità della ricerca

Nei giorni scorsi è stato presentato il Rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca...
empty alt

Arriva l’estate, riaprono i siti naturalistici e culturali gestiti da Fondation Grand Paradis

Riaprono per la stagione estiva i siti naturalistici e culturali gestiti da Fondation Grand...
empty alt

Professore d’orchestra licenziato causa Covid ottiene giustizia in Cassazione

Con ordinanza n.14088/2026, pubblicata il 13 maggio scorso, la Cassazione – sezione Lavoro – ha...
Back To Top