Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 27 Feb 2026

La guerra, le guerre. Non dovrebbero essere scatenate, non vi può essere dubbio. Non risolvono, ne pagano le conseguenze i più deboli. Ma a che serve “condannare”? Abbiamo fatto qualcosa per evitarle? Prima di tutto, sappiamo almeno quante ce ne sono in atto, o ce ne accorgiamo solo quando scoppiano quelle più “importanti”, quelle che fanno audience, quelle che i media si degnano di propinare cospargendole di fake news? Non credo.

Innanzitutto, sappiamo che le varie guerre vengono suddivise in categorie: fra queste, ad esempio, le “guerre a bassa intensità” (!?), quelle “preventive”, le guerre su mandato dell’ONU e addirittura le “guerre umanitarie” (!?), l’orrenda denominazione utilizzata ad esempio nel caso dell’attacco della NATO alla Serbia nel 1999. Qui, fra le varie azioni “umanitarie” ricordo i bombardamenti di Belgrado, la distruzione sistematica dei ponti con i giovani a formare catene umane per impedirlo e, ad esempio, il bombardamento di un treno pieno di civili. La NATO, cioè anche noi; e mi ricordo appena di qualche protesta.

 

Nel caso dell’Ucraina, pochi sapevano che nel Donbass è in corso una guerra “a bassa intensità” dal 2014; pochi sapevano, pochi si indignavano. Quando si parla di quegli abitanti li si chiama con disprezzo “filorussi”, che sono manipolati dagli “oligarchi”, come in Russia (a proposito, a qualcuno è mai venuto in mente di chiamare “oligarchi" Jeff Bezos piuttosto che Mark Zuckerberg?).

Però ho scoperto che fonti di informazione ce ne sono, a volerle cercare. Ad esempio, una intervista a una persona che è stata per un po’ di tempo in Donbass,
che si può seguire anche su facebook, segnalatami da uno dei miei amici di nome Stefano, e altre fonti, che ce ne sono: basta cercarle.

Se poi interessa un’opinione di persone di larghe vedute, segnalo un articolo di Pino Arlacchi e un intervento di Don Ciotti.

Tutto questo per provare a uscire dalla insopportabile retorica, dalla ipocrisia e dalla stupidità delle dichiarazioni pubbliche di questi giorni (ad esempio di chi parla addirittura di riaprire le centrali a carbone….) e per cercare di capire che non siamo spettatori inconsapevoli degli avvenimenti che ogni tanto si svegliano e alzano il cartellino rosso dal divano.

Quello che succede non solo ci riguarda ma, in misura magari piccola, ne siamo anche responsabili.

Massimiliano Stucchi
Sismologo, già dirigente di ricerca e direttore della Sezione di Milano dell’INGV
Fondatore e curatore del blog terremotiegrandirischi.com
facebook.com/massimiliano.stucchi.585
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
empty alt

L’istruzione delle donne, un percorso a ostacoli

Il 18 febbraio 1938, una legge approvata in Francia consentì finalmente alle donne di iscriversi...
empty alt

Referendum giustizia, a rimetterci solo noi comuni cittadini

“Questa volta il giudice sei tu! Vota Sì” ,“La legge sarà uguale per tutti. Vota Sì”. Sono solo due...
Back To Top