Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 29 Apr 2026

Nel 1948, quando Marie Tharp iniziò a lavorare al Lamont Geological Laboratory, si sapeva molto poco della struttura del fondale marino e si pensava che fosse per lo più piatto e anonimo.

Marie era nata nel 1920, in Michingan. Il padre, geometra impiegato presso il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti d'America, le insegnò, fin da quando era piccola, i primi rudimenti di cartografia.

Nel 1931, Marie e la sua famiglia si stabilirono in Ohio, dove la giovane ottenne il diploma di scuola media superiore e la laurea presso la Ohio University in Inglese e musica con l’obiettivo di diventare insegnante. Successivamente, spinta dal padre ne conseguì un’altra, in geologia, presso l’Università del Michigan.

La giovane ottenne il suo primo lavoro come geologa alla Standard Oil & Gas Company e contemporaneamente si iscrisse alla facoltà di matematica dell'Università di Tulsa, dove ottenne la laurea in matematica, nel 1948.

Nello stesso anno si trasferì a New York presso il Lamont Geological Laboratory della Columbia University dove incontrò il geologo Bruce Heezen con il quale intraprese una proficua e duratura collaborazione.

Quando Tharp e il collega pubblicarono la prima mappa dell’Atlantico nel 1957, i disegni di Tharp rivelarono che il fondale marino non è piatto e anonimo, ma è ricoperto di canyon, creste e montagne.

Nel corso del tempo, le sue mappe hanno rivelato l’esistenza della Dorsale medio- atlantica e, nel 1977, Tharp e Heezen pubblicarono la prima mappa mondiale completa dei fondali che rivelavano le dorsali medio-oceaniche, una serie di catene montuose che si estendono per oltre 40.000 miglia in tutto il mondo.

Il loro lavoro ha contribuito anche a dimostrare la teoria della tettonica a placche, l’idea, fino ad allora controversa, che i continenti si muovono nel tempo; un’ ipotesi che comportò uno stravolgimento nelle discipline delle scienze della Terra.

Tharp iniziò la sua carriera in un'epoca in cui poche donne diventavano scienziate. A causa del suo sesso, non le era nemmeno permesso salire a bordo delle navi che raccoglievano i dati dei fondali marini che utilizzava per realizzare le sue mappe: non mise piede in una crociera di ricerca fino al 1968.

Le sue prime prove di espansione del fondale marino furono liquidate come "chiacchiere da ragazze".

Nel 1997, la Biblioteca nazionale del Congresso degli Stati Uniti l'ha nominata “uno dei quattro più grandi cartografi del Ventesimo secolo” e oggi Marie è riconosciuta per la rivoluzionaria che era.

La studiosa morì di cancro nel 2006, all'età di 86 anni, ma la sua eredità sopravvive nelle innumerevoli scienziate che ha ispirato.

Per approfondire: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie”, Ledizioni, Milano 2023.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Bevagna omaggia Francesco d'Assisi, a 800 anni dalla morte

Dal 30 aprile al 3 maggio, storici, docenti universitari, ricercatori, musicisti, giocolieri e...
empty alt

26 aprile 1986: il disastro nucleare di Chernobyl

Quarant’anni fa, in Ucraina, la mattina del 26 aprile 1986 segnò uno spartiacque nella storia...
empty alt

Cosa caratterizza la folle corsa alla spesa militare?

Gli anni Venti del XXI faranno storia, sicuramente. Non tanto per le loro innumerevoli crisi, che...
empty alt

Ricerca: grazie a una molecola, l’immunoterapia potrebbe curare anche i tumori 'freddi'

L'immunoterapia rappresenta una delle rivoluzioni più importanti dell’oncologia moderna perché non...
empty alt

“Bancarotta idrica globale”, il dramma del 75% della popolazione mondiale

L'interruzione dell'erogazione idrica potabile che abbiamo avuto per quattro giorni in Valpescara...
empty alt

"Nino", opera prima di Pauline Loquès, ricco di sfumature e di sottili trovate narrative

Nino, regia di Pauline Loquès, con Théodore Pellerin (Nino), Jeanne Balibar (La mère de Nino),...
Back To Top