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Lunedì, 24 Ago 2026

L’“Ellen Richards Awards” è stato uno dei primi e più prestigiosi riconoscimenti per le scienziate. L'idea del premio venne a due scienziate nordamericane, Ida Henrietta Hyde e Marta Carey Thomas, che formarono nel 1898 un comitato per sovvenzionare un “tavolo di laboratorio” - riservato inizialmente alle biologhe americane e poi esteso a tutte - nel centro di ricerca più importante del momento, la Stazione Zoologica di Napoli (EZN).

Dal momento che il posto nella EZN costava 500 dollari l’anno, convinsero diverse donne a contribuire ciascuna con 50 dollari per finanziarlo. Il comitato fu ribattezzato “Associazione tavolo di Napoli per la promozione della ricerca da parte delle donne”.

L'Associazione istituì un premio annuale, costituito da una borsa di studio, per condurre ricerche presso l'EZN, che sarebbe stata assegnata alla migliore tesi scritta da una donna di qualsiasi nazionalità su un argomento scientifico che includesse nuove osservazioni e nuove conclusioni.

Dal 1911, il premio fu ribattezzato "Ellen Richards Award", in onore di Ellen Swallow- Richards (nella foto) la fondatrice dell’ecologia che era stata una delle donne più attive della “Naples Table Association” e che era deceduta proprio in quell’anno.

Tra il 1903 e il 1924, l’Associazione ha assegnato il premio sei volte a sei ricercatrici che si dedicarono anche alla docenza nelle scuole superiori femminili: Florence Sabin, Nettie Stevens, Florence Buchanan, Ida Smedley MacLean, Eleanor Carothers e Mary Laing.

Nel 1901, l’Associazione fondò un'altra borsa di studio per le donne, per poter condurre ricerche negli Stati Uniti, presso il Marine Biological Laboratory di Woods Hole, Massachussets (MBL), un importante laboratorio biologico in cui poterono trovare uno spazio tante giovani che altrimenti ne sarebbero state escluse.

Per saperne di più: “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", Ledizioni, Milano 2023.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

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