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Martedì, 20 Ott 2026

Alan Turing morì suicida il 7 giugno 1954, perseguitato per omosessualità. La sua storia ci riguarda ancora.

Era nato a Londra nel 1912 e è stato uno dei più grandi matematici del secolo scorso. Il suo lavoro ebbe una grande influenza sulla nascita dell'informatica grazie alla formalizzazione dei concetti di algoritmo e di calcolo, mediante una macchina che prese il suo nome.

La “macchina di Turing” era un potente strumento teorico, un ulteriore passo verso la realizzazione del moderno computer, che concretizzava il progetto visionario ipotizzato da Ada Byron un secolo prima.

La straordinaria intuizione di Turing fu che la sua macchina potesse effettuare qualunque operazione rappresentabile mediante un algoritmo. Creò insomma un dispositivo universale che anticipava il concetto di calcolatore come lo intendiamo oggi.

Per questo contributo, è stato definito “il padre della scienza informatica e dell'intelligenza artificiale”, da lui teorizzate già negli anni trenta del '900.

Alan Turing fu anche uno dei più brillanti esperti di crittografia. Operò nel Regno Unito, durante la seconda guerra mondiale, per decifrare i messaggi che si scambiavano diplomatici e militari delle Potenze dell'Asse.

Durante la seconda guerra mondiale, lavorò a Bletchley Park, il principale centro di crittoanalisi inglese, ideando una serie di tecniche per violare i cifrari tedeschi, come l'utilizzo di una macchina elettromeccanica - chiamata “la Bomba”- in grado di decodificare i codici nemici creati dalla macchina crittografica “Enigma”.

La vicenda è narrata nell’omonimo film del 2001 e in “The Imitation Game” del 2014, tratto da romanzo “Alan Turing. Una biografia” scritto da Andrew Hodges e pubblicato da Bollati Boringhieri nel 2006.

Alan Turing morì suicida a soli 41 anni, il 7 giugno del 1954, in seguito alle persecuzioni subite da parte delle autorità britanniche a causa della sua omosessualità. Due anni prima era stato arrestato e sottoposto alla castrazione chimica.

Ingerì del cianuro di potassio e, poiché accanto al letto su cui giaceva il suo corpo fu trovata una mela, si disse che si era tolto la vita proprio mangiandone una avvelenata, come nella fiaba di Biancaneve, da lui molto amata da bambino.

Solo nel 2009 è giunta una dichiarazione di scuse ufficiali del Governo del Regno Unito per aver sottoposto il genio matematico a trattamento omofobico.

Per approfondire: "Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie”, Ledizioni 2023.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

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