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Domenica, 03 Mag 2026

Conunicato stampa

Dalla serata di ieri i lavoratori dell’ISFOL hanno occupato la sede dell’Istituto, in via Morgagni 33 a Roma, per contrastare il tentativo di soppressione dell’ente che porterebbe al possibile licenziamento di 269 precari e alla diaspora dall’incerto futuro del resto del personale.

“Con il decreto in preparazione il Governo non fa altro che confermare quanto già conoscevamo, cioè un’avversione senza precedenti alla Ricerca Pubblica”, dichiara Claudio Argentini, della Segreteria Nazionale USI-RdB Ricerca. “Con i tagli ai bilanci degli Enti di Ricerca e il blocco delle assunzioni si nega qualsiasi possibilità di assunzione delle migliaia di precari storici che ancora lavorano negli enti e di fatto si decreta la fine della Ricerca Pubblica”.

“In questi tempi bui - continua il dirigente sindacale -  la difesa della Ricerca Pubblica passa attraverso l’opposizione sociale a una serie di provvedimenti, fra i quali questa manovra è solo l’ultimo,  che vogliono demolire lo Stato Sociale del quale la Ricerca Pubblica fa parte. Per questo non bastano iniziative simboliche: USI-RdB è insieme ai lavoratori dell’ISFOL, che davanti alla possibilità di soppressione di un importante ente di ricerca hanno deciso di dare il via all’occupazione.

Il provvedimento di soppressione fra l’altro non determina nessun risparmio – evidenzia Argentini - dobbiamo quindi pensare che ci sia qualche privato che vuole allungare le mani sulla partita sostanziosa della formazione, oppure che il Governo voglia riportare sotto il proprio controllo diretto gli studi sul lavoro e sulla formazione”, conclude il dirigente USI-RdB.

USI-RdB Ricerca, nell’ambito delle mobilitazioni della neonata Unione Sindacale di Base, ha un calendario già fitto di mobilitazioni.

La Ricerca sarà in campo, con tutto il Pubblico Impiego, il 28 maggio davanti alle banche responsabili delle crisi; il 5 giugno alla manifestazione nazionale contro la manovra economica; il 10 giugno nella staffetta precaria e il 14 giugno nello sciopero generale del Pubblico Impiego.

Roma,  25 maggio 2010

 

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