Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 03 Gen 2026

L’ultimo bollettino del Banca Centrale Europea (Bce) torna sulla crisi del settore turistico, che l’evoluzione dell’emergenza sanitaria rischia di rendere sempre più profonda e persistente. Per rendersi conto della situazione, è sufficiente confrontare gli arrivi nel terzo trimestre dell’anno, ossia nel periodo estivo, del 2019 e confrontarli con quelli dell’estate scorsa, quando pure si osservò una tenue ripresa del settore dopo gli sfasci provocati dal lockdown.

Come si può osservare, il turismo interno ha compensato solo parzialmente il corposo deflussi di arrivi dall’estero, che ha penalizzato duramente i paesi a maggior saldi attivo, e segnatamente quelli dell’Europa meridionale. Da questo punto di vista la pandemia ha colpito non soltanto i settori ad alta intensità di lavoro – tipicamente quelli ricettivi – ma anche le economie più fragili, che su tali settori poggiavano molto del loro valore aggiunto.

Purtroppo tale situazione si è aggravata in autunno, quando sono state introdotte nuove restrizioni che si sono prolungate per tutto il periodo finale dell’anno, comprese le vacanze natalizie e non accennano a mitigarsi neanche adesso. “Le ultimi restrizioni – osserva la Bce – potrebbero modificare anche l’impatto geografico della crisi del settore, poiché questa volta saranno colpite in modo più grave le destinazioni turistiche invernali”. Se il Sud piange, il Nord non ride insomma. E questo, a meno di contentarsi del mal comune, non produce alcun gaudio.

Peraltro gli indicatori prospettici sono poco incoraggianti. La capacità aerea è al momento pari al 25% del periodo pre covid, e la curva mostra un chiaro segno di peggioramento, da quando si è invertita la lieve tendenza al rialzo osservata in estate.

Rimane da capire quanto saranno profondi gli effetti di una depressione così prolungata. Se, come pare, serviranno ancora diversi mesi prima di arrivare a una parvenza di normalità, il rischio è che molte strutture non riescano a resistere il tempo necessario per godere di una ripresa degli affari. Che potrà anche arrivare, ma poiché ancora non si intravede, la paura è che arrivi troppo tardi. Una prospettiva che rischia di renderla insostenibile.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
Twitter @maitre_a_panZer
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Tanta ancora vita” di Viola Ardone, più voci narranti cariche di dolore

Tanta ancora vita di Viola Ardone - Giulio Einaudi Editore, 2025 - pp.320, euro 19,00.
empty alt

Stalking nei confronti dell'ex coniuge legittima la perdita del posto di lavoro

La recente ordinanza della Cassazione n. 32952/2025, pubblicata il 17 dicembre scorso, segna un...
empty alt

Da UniPi un messaggio di pace di 180 metri che si vede dal cielo

Nella campagna di San Piero a Grado, alle porte di Pisa, un’area di circa tre ettari di tappeto...
empty alt

Tumore del colon retto: identificato nuovo potenziale bersaglio terapeutico

Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, coordinato dalla...
empty alt

Paesi asiatici e tecnologia made in Usa salvano il commercio nel 2025

I flussi commerciali del 2025, scrive Ocse nel suo ultimo outlook sull’economia internazionale,...
empty alt

“Primavera”, film colto ma accessibile al pubblico, classico ma contemporaneo

Primavera, regia di Damiano Michieletto, con Tecla Insolia (Cecilia), Michele Riondino (Antonio...
Back To Top