Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 23 Lug 2024

La lettura del Fiscal monitor del Fondo monetario internazionale (Fmi) riserva, nell’edizione di aprile, osservazioni molto stimolanti sulla configurazione dell’economia internazionale, ancora alle prese con i guasti della pandemia. Ne deriva che quest’ultima ruba le luci della scena e sembra che null’altro possa essere meritevole di attenzione. Dall’esito dell’emergenza sanitaria deriva quello della nostra felicità futura. E non soltanto perché il virus condiziona la nostra salute. Ma perché ha un effetto diretto e devastante sugli andamenti economici, che sempre alla salute, in un modo o nell’altro, conducono.

Per questo il Fmi, che monitora questi andamenti, sottolinea che non solo la pandemia non è ancora sotto controllo, ma pure che “l’accesso ai vaccini, il ritmo della vaccinazione, l’efficacia di altre misure per frenare il contagio e la scala e le modalità di sostegno alle politiche differiscono ampiamente tra i paesi. Di conseguenza, le riprese economiche stanno divergendo, con Cina e Stati Uniti che stanno recuperando più velocemente mentre molte economie sono in ritardo o sono ancora stagnanti”. Il tema della grande divergenza, quindi, che non a caso titolo il rapporto del Fondo, è destinato a rimanere sotto i nostri occhi a lungo.

Ma mentre osserviamo l’andamento dei pil, che sembra destinato a disegnare una nuova geografia politica, vale la pena scrutarne un altro, non meno rilevante quanto agli esiti, che però fatica ad emergere nella vulgata: l’andamento del servizio del debito.

Fa sempre più notizia la circostanza che i rendimenti salgano, ma la notizia autentica è che i tassi ufficiali sono tenuti a zero o anche sotto da anni in molte giurisdizioni. Ciò fa pensare che tale politica abbia consentito su larga scala un calo della spesa per gli interessi sul debito, ma così non è. Guardate il grafico sotto.

Mentre nelle economie avanzate la spesa per gli interessi sul debito è diminuita al crescere del rapporto debito/pil, nelle economie emergenti la spesa per interessi è sostanzialmente ferma da un decennio, mentre nei paesi a basso reddito è addirittura cresciuta. Questo non ha nulla a che fare con la pandemia. Piuttosto col modo in cui si è configurata l’economia internazionale, che finisce con lo svantaggiare chi ha meno.

Di quest’altra grande divergenza si parla poco. Forse perché non tutte le verità sono popolari.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
Twitter @maitre_a_panZer
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

empty alt

Cantieri Pnrr aperti e definanziati: quale sarà la loro fine?

L’ultimo bollettino economico di Bankitalia contiene una interessante ricognizione sullo stato di...
empty alt

Gianluigi Albano, giovane ricercatore di UniPI, vince il Premio EYCA 2024

Importante riconoscimento a livello europeo per un giovane ricercatore del Dipartimento di Chimica e...
empty alt

Distrofia Muscolare di Duchenne, nuova strategia per il trattamento

Una nuova strategia per il trattamento della Distrofia Muscolare di Duchenne (DMD) basata sugli...
empty alt

“Era mio figlio”: film tormentato sui rimpianti e sulla difficoltà di lasciar andare

Era mio figlio, regia di Savi Gabizon, Diane Kruger (Alice), Richard Gere (Daniel Bloch),...
empty alt

Lavoratore disabile, licenziamento illegittimo senza rispetto iter normativo

Con ordinanza n. 18094/2024, la Cassazione - sezione Lavoro –, contrariamente a quanto deciso dal...
empty alt

Gli orti di Polignano a Mare. Tradizioni, semi e agrobiodiversità

Venerdì, 26 luglio, a partire dalle ore 18:30, il Comune di Polignano a Mare ospiterà nella Sala...

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI
Back To Top