Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 15 Feb 2026

conomia internazionale ID6933Le ultime previsioni contenute nell’outlook di giugno dell’Ocse confermano il rallentamento in corso dell’economia internazionale, ovviamente con diversi livelli di intensità. Una mezza cattiva notizia che però ne contiene mezza buona: l’economia internazionale sembra abbia iniziato il suo percorso di guarigione dalla malattia post pandemica della quale la febbre inflazionistica è il sintomo più evidente.

Rallentiamo, quindi, ma come dice il proverbio andando piano abbiamo la possibilità di andare più lontano. Sempre che, ovviamente, si sappia dove si voglia arrivare. Perché la questione economica, che guarda solo ai numeri, non può più scantonare da quella più squisitamente politica che consiste nel fissare un obiettivo di lungo periodo che dia un significato alla crescita economica. Crescere per crescere, insomma, non basta più. Lo dimostra il malcontento osservato prima ancora che la crescita subisse l’infarto della pandemia e poi della guerra. Serve una crescita per fare qualcosa.

ocse prevision per paese

Su cosa sia questo qualcosa, attendiamo di scoprirlo. L’Ocse di mestiere guarda i numeri dell’economia, e dobbiamo accontentarci di sapere che, sempre secondo le ultime previsioni, ossia la versione mitigata dell’incertezza, la crescita globale del 2023 scenderà al 2,7 per cento, dal 3,3 previsto pochi mesi, con la previsione di un mini rimbalzo nel 2024, quando dovrebbe arrivare al 2,9 per cento. Un andamento lento – siamo ancora lontani dal livello del 2019 – ma comunque non irrilevante.

ocse previsioni
Questa lentezza è uno dei driver del rallentamento anche dell’inflazione, che si vede in calo al 6,6 per cento nel 2023, a fronte del 9,4 per cento del 2022, e ancora al 4,3 per cento l’anno prossimo. Le restrizioni monetarie fanno il loro lavoro, a quanto pare. E anche il rallentare della crescita è una delle conseguenze.

Tutto si tiene insomma. Dobbiamo rallentare, sperando di non fermarci, per rimettere a posto la nostra costituzione economica. E in questo recuperare la salute poco importa se le varie produzioni, la domanda, i risparmi, seguiranno la tendenza al ribasso. Chi va piano, oltre ad andare lontano, va anche sano, sempre per ricordare il proverbio.

Una volta perciò che togliamo dal tavolo la preoccupazione per la crescita, rimane quella per la fragilità del contesto. La guerra non aiuta a delineare un orizzonte chiaro, e complica anche la formulazione di obiettivi di medio periodo diversi dalla mera sopravvivenza.

Il problema che ci si pone di fronte è che questa crescita modesta deve sostenere debiti arrivati a livelli storici, ma soprattutto deve sostenere la nostra capacità di immaginare un futuro diverso – e possibilmente migliore – del passato recente.

Viviamo in una società che, volenti o nolenti, ha dato al benessere economico la priorità – solo di recente si collega alla sua sostenibilità ambientale – e ciò implica che in assenza di sviluppo sostenuto diveniamo incapaci di realizzare le promesse che i governi hanno fatto alle loro popolazioni. Per questo leggere i rapporti degli osservatori internazionali, delle banche centrali e monitorare le politiche dei governi è così importante.

A tal proposito, vale la pena riportare uno dei tanti suggerimenti che l’organizzazione parigina rivolge ai governanti. Ossia l’invito a dare priorità agli investimenti pubblici che favoriscono la transizione ecologica, l’offerta di lavoro e le qualificazioni professionali.
Sottotitolo: dobbiamo diventare migliori per crescere di più. Rimane, però, inevasa la domanda: per fare cosa?

maurizio sgroi tondo 130x130 cMaurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
autore del recente libro “La storia della ricchezza”
Twitter @maitre_a_panZer
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

La remigrazione non aumenta il benessere economico dei lavoratori americani

Un bel paper del NBER (“The Economic Impact of Mass Deportations”) ci consente di capire...
empty alt

10 febbraio, "Giorno del Ricordo": un ricordo a senso unico, un ricordo smemorato

10 febbraio, è il "Giorno del Ricordo", istituito con la legge 92/2004 per "conservare e rinnovare la...
empty alt

Mondo della Scienza in lutto per la morte di Antonino Zichichi. Il ricordo del Foglietto

Antonino Zichichi, scienziato di fama mondiale, è venuto a mancare oggi all’età di 96 anni. La...
empty alt

“Rental Family”, film toccante, tenero, garbato sul diritto a rendere felice il prossimo

Rental Family – Nella vita degli altri, regia di Hikari, con Brendan Fraser (Phillip Vandarpleog), Paolo...
empty alt

Marzia Polito, matematica che ha dato occhi all’IA

Specializzata in geometria algebrica, computer vision e machine learning, Marzia Polito è nata a...
empty alt

Tragedia Curda: assediati a Kobane, abbandonati dagli Usa di Trump

Le vicende assai intricate in Medio Oriente hanno fatto sì che oggi i Curdi di Kobane, che hanno...
Back To Top