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Mercoledì, 17 Giu 2026

di Rocco Tritto

A un mese dalle elezioni politiche, cominciano a delinearsi i cosiddetti programmi elettorali dei vari partiti e/o movimenti in lizza.

Su un punto tutti sembrano concordare: silenzio assoluto sul futuro delle retribuzioni dei dipendenti pubblici e dei pensionati.

Tutti, ma proprio tutti fingono di non sapere che da quattro anni, i dipendenti pubblici, e da due, i pensionati, stanno subendo una durissima “patrimoniale”: il blocco dei contratti, per i primi, e lo stop, per gli anni 2012 e 2013, alla rivalutazione dell’assegno pensionistico, per i secondi.

Il “prelievo” forzoso, introdotto dal governo Berlusconi e perpetuato dal manipolo di Tecnici guidati da Mario Monti, che milioni di cittadini-contribuenti subiscono mensilmente raggiunge cifre mostruose, se considerate nel loro complesso, riducendo drasticamente il potere di acquisto della busta paga e/o dell’assegno pensionistico.

Ipotizzando che, a causa del blocco dei contratti, i lavoratori pubblici – che sono quasi 3 milioni - dal 2010 registrano in media (e per difetto) un “ammanco” mensile di almeno 150 euro, alla fine del corrente anno avranno “versato” nella casse dello Stato qualcosa come 21,5 miliardi di euro, ai quali  andranno ad aggiungersi almeno altri  3,5  a causa del blocco delle rivalutazioni delle pensioni superiori a 1486 euro lordi, che riguardano sei milioni di ex lavoratori.

Si tratta di somme che non verranno in alcun modo restituite tanto ai lavoratori quanto ai pensionati, con la conseguenza che il “risparmio” per lo Stato sarà vita natural durante.

In pratica, una “patrimoniale” occulta, che colpisce, nel silenzio più totale, milioni di cittadini onesti che, come noto, da sempre pagano alla fonte le imposte sul reddito, così risultando contribuenti modello, sui quali – se proprietari della casa in cui vivono, quasi sempre acquistata con pesanti mutui bancari – si è anche abbattuta la tegola dell’Imu, imposta anch’essa ideata dal governo del Cavaliere e messa all’incasso dal governo Monti, con la benedizione di quei partiti (Pd, Pdl e Udc)) che nell’ultimo anno gli hanno dato per 58 volte la fiducia.

Ed è proprio contro i cittadini onesti che i governi di turno si accaniscono, perseverando nella politica di protezione verso gli evasori, che sono i veri nemici dello Stato.

Di tutto questo non si potrà non tenere conto il 24 e il 25 febbraio, quando si andrà al voto.

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