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Giovedì, 27 Ago 2026

altQuella appena trascorsa è stata una settimana piuttosto agitata per il mondo della scuola, specie per gli studenti.

Mentre il premier Renzi, alla Luiss di Roma, diceva che proprio sulla scuola l’Italia si gioca il ruolo di superpotenza mondiale, il suo ministro del Lavoro, Poletti, parlando a Firenze a un convegno sui giovani, affermava che tre mesi di vacanze, per i nostri studenti, sono troppe. Ne basta uno.

Quindi la proposta: si potrebbe fare formazione, lavorando tre o quattro ore al giorno per un periodo preciso durante l’estate. In un primo momento, si è  pensato a un’opinione personale, nemmeno una linea guida, tutt’al più una slide delle tante prodotte dal governo.

Che non fosse una sortita estemporanea lo ha confermato, però, la ministra Giannini, che ha asserito trattarsi di un’idea condivisa da tutto il governo e che già nel ddl sulla Buona Scuola (formula infelice, in tanti essendosi chiesti se quella fatta finora fosse cattiva) è prevista la possibilità di fare stage formativi nei periodi di sospensione dell’attività scolastica, estate inclusa.

Apriti cielo. Le reazioni sono state le più disparate: possibilista il Movimento dei genitori, contrari i presidi e parte del mondo sindacale, per i quali questo surplus di vacanze non esiste.

Come avviene da un po’ di tempo a questa parte, subito sono state tirate fuori le statistiche europee, in cui - more solito, almeno dal governo Monti in poi - quel che conta è l’inesorabile confronto con la Germania che, manco a dirlo, vede i nostri studenti doppiare, in vacanze, i disciplinati colleghi teutonici.

E’ proprio vero che uno non può mai stare tranquillo, visto che dopo il problema dello spread borsistico, che pare temporaneamente superato, ora ci tocca affrontare quello dello spread vacanziero, che chissà come e quando risolveremo.

Di come questi stage estivi funzioneranno per ora non si sa niente. Poletti si è limitato a dire che i figli, in estate, scaricavano le casse presso i magazzini della frutta e che son venuti su bene.

Noi pensiamo si sia trattato solo di un esempio come un altro, ma si dice che tra i ragazzi vada diffondendosi la preoccupazione che il governo stia per varare la costruzione di un gran numero di magazzini di frutta presso le scuole superiori, per far scaricare, con buona pace dei facchini, le casse a tutti gli studenti.

Se ne dicono tante, ma questa è sicuramente una delle più strampalate. Di certo, senza invadere competenze non sue, magari Poletti farebbe meglio, attraverso provvedimenti specifici, a darsi da fare con le aziende per assumere giovani e creare occupazione.

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