Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 08 Set 2026

Non ci si crederebbe, ma la ricerca si finisce per trovarla anche dove uno meno se l’aspetta. Insomma, perfino nei fichidindia. E’ accaduto, infatti, che questi frutti, notoriamente di difficile gestione, sono “entrati” in una delibera del Cnr (n. 43/2017), risalente all’11 marzo scorso ma pubblicata solo l’11 aprile.

Leggendola, si apprende che il Cda del maggior ente di ricerca italiano ha deciso, all’unanimità (quindi con alto sprezzo delle punture facili a procurarsi maneggiando questa specie di piante, originaria del Messico ma naturalizzata in tutto il bacino del Mediterraneo) l’adesione dell’ente stesso al costituendo Distretto produttivo del Ficodindia di Sicilia, che annovera ben 4 poli produttivi (San Cono, Roccapalumba, Belpasso e S. M. di Belice), dove si intende promuovere lo sviluppo regionale del comparto ficodindicolo (termine - si badi - realmente esistente, dunque da non confondere con altri ma veri scioglilingua).

Si sa come vanno queste cose. Una valorizzazione tira l’altra, ed ecco che siamo venuti a sapere dal giornale on line 98zero.com che il 24 aprile scorso, alle ore 18,30, presso la Sala Conferenze dell’Incubatore di aziende di Galati Mamertino, sempre in Sicilia, c’è stata la presentazione del progetto di collaborazione scientifica tra Cnr (Dipartimento di scienze bioagroalimentari) e Opan (Organizzazione prodotto allevatori dei Nebrodi) per la conservazione del “Suino nero dei Nebrodi” e la valorizzazione del “Prosciutto dei Nebrodi”. Il tutto, come recitava il manifesto dell’evento, “Dedicato a chi ha voglia di tornare a sognare”.

Pare che in tutta la Sicilia, tra i contadini, fosse tradizione, soprattutto durante la vendemmia, consumare fichidindia durante la colazione. Un costume, questo, che deriverebbe dall’antica usanza del proprietario della vigna, che donava senza parsimonia questi dolci frutti ai suoi vendemmiatori per impedire che mangiassero troppa uva durante il raccolto, anche a scapito talvolta di problemi intestinali.

Noi ambiremmo ad essere più magnanimi. Qui la frutta c’è e il prosciutto pure, dunque manca solo un buon bicchiere di vino.

Ci permettiamo, perciò, di suggerire al Cnr, qualora nessuno ci avesse già pensato, di valutare l’opportunità di aderire anche a qualche altro distretto, ma stavolta vitivinicolo, così da non farsi mancare più niente per un piacevole spuntino.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

"Teoria della fragilità. Alla ricerca di un potere nascosto", intervista a Roberto Gramiccia

Quello che proponiamo ai nostri Lettori è un dialogo con il medico, scrittore e critico d’arte...
empty alt

Erus26: a Padova il 23° congresso europeo di urologia robotica

Da mercoledì 9 a venerdì 11 settembre, Padova torna a ospitare ERUS26 (l’ultima volta è stata nel...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
Back To Top