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Lunedì, 13 Lug 2026

Il Tar Sardegna, con sentenza n. 281 del 3 maggio 2017, ha respinto il ricorso proposto da due partecipanti a un concorso per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni della scuola secondaria di primo e secondo grado.

I due candidati, dopo la non ammissione alla prova orale, hanno impugnato gli atti della procedura concorsuale affermando, tra l’altro, che le operazioni della Commissione dovevano ritenersi viziate innanzitutto per la presenza di cause di incompatibilità e/o inopportunità dati i rapporti tra i commissari e i singoli concorrenti.

In particolare, i ricorrenti contestavano "l’amicizia su Facebook" tra un componente della commissione esaminatrice e tre candidati, risultati vincitori.

La specifica doglianza non è stata, però, condivisa dal Collegio giudicante per il quale Facebook implica una possibile diffusione del materiale pubblicato sul profilo dell'utente a un numero imprecisato e non prevedibile di soggetti, se l’utente stesso non provvede ad effettuare restrizioni che peraltro il social network consente.

Le cosiddette “amicizie” su Facebook – aggiungono i Giudici – sono del tutto irrilevanti poiché lo stesso funzionamento del social network consente di entrare in contatto con persone che nella vita quotidiana sono del tutto sconosciute. Né si può pretendere che gli utenti (escluso un utilizzo sconveniente del mezzo) debbano controllare ogni possibile controindicazione del social network posto che esso, per come si è evoluto, costituisce ormai una modalità di comunicazione difficilmente classificabile (ognuno ne fa l’utilizzo che ritiene più appropriato ma per lo più si tratta di attività ludica e ricreativa). Pertanto, non si può concretizzare una delle cause di incompatibilità di cui all’art. 51 del c.p.c.

In ordine alle foto “scaricate” dal social network, per i Giudici la conclusione non muta: esse non valgono a provare alcuna “commensalità abituale” quale prevista dal citato art. 51.

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