Giornale on-line fondato nel 2004

Giovedì, 22 Ott 2026

RESILIENZA: una parola che sta divenendo tanto utilizzata quanto antipatica. Cos’è? Nasce nel 1700 nel linguaggio scientifico internazionale che nel ‘600-’800 usava il latino, col significato di re-salire (da re-silìre = saltare nuovamente), cioè rimbalzare, azione del tornare indietro, dopo un urto, nella stessa direzione.

Con la rivoluzione industriale il termine RESILIENZA è utilizzato nella meccanica: designa la capacità di un pezzo metallico di assorbire urti senza deformarsi e di ritornare elasticamente allo stato iniziale. Nelle scienze ecologiche la RESILIENZA è la velocità con cui un ecosistema ritorna al suo stato iniziale, dopo essere stato sottoposto a una perturbazione di origine naturale o antropica che l’ha allontanata da quello stato.

Recentemente, RESILIENZA ha visto stravolto il suo significato ad opera degli economisti, arrivando ad essere usato abusivamente esattamente nel significato contrario a quello storico.

Ha iniziato Serge Latouche, ideologo della decrescita felice, che l’intende come capacità, di fronte alla crisi, di non soccombere, anzi di rinnovarsi. Gli economisti e i politici che pure sfottono e dileggiano le idee di Serge Latouche, misteriosamente hanno adottato la stessa accezione semantica e così, ad esempio, nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) redatto dal governo italiano, è scritto che la RESILIENZA si raggiunge con la transizione verde e digitale, con l’efficienza energetica e la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati, col miglioramento delle infrastrutture per la mobilità sostenibile, con la promozione di un’economia circolare, con il rafforzamento del sistema sanitario, col sostegno al reddito dei lavoratori, e quanto di suggestivo si può scrivere in una agenda di buone intenzioni in cui però si fa fatica a vedere i fatti concreti conseguenti.

Ecco perché RESILIENZA mi è antipatica: significa tutto e il suo contrario. Quindi, la parola perde il suo significato e suscita incertezza. RISULTATO: oggi TRANSIZIONE (che vuol dire passare da un modello ad un altro) …e RESILIENZA (che vuol dire, comunque, tornare alle condizioni iniziali dimostratesi negative e fallimentari), sono in contrasto assoluto. O si cambia, oppure si torna alle condizioni passate!

Usati assieme i due termini sono un OSSIMORO, come lo è “lo sviluppo sostenibile” . Oppure, meglio, un IMBROGLIO.

Giovanni Damiani
Già Direttore di Anpa e Direttore tecnico di Arta Abruzzo
facebook.com/giovanni.damiani.980

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Il conto del carovita lo pagano i più poveri e gli “sconti” alla pompa non funzionano

Poiché ci troviamo di nuovo nel bel mezzo di una crisi energetica – la seconda in pochi anni – che...
empty alt

Sanità, Corte dei conti: risorse e interventi per ridurre le liste di attesa

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei...
empty alt

“Tortura e genocidio”, il contrastato Rapporto di Francesca Albanese

Tortura e genocidio. Rapporto della Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nei...
empty alt

La geometria che salva le foreste: come la disposizione degli alberi protegge la biodiversità

Quali specie rischiano maggiormente di sparire da un ecosistema? La risposta più logica...
empty alt

“Balcanica”, opera prima impegnata e militante di Nicola Sorcinelli

Balcanica, regia di Nicola Sorcinelli, con Matilda De Angelis (Greta), Prince Chughtai (Habib),...
Back To Top