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Sabato, 07 Mar 2026

Landini propone un "contributo di solidarietà" per raccogliere 26 mld dall'1% degli italiani più ricchi, circa 500.000 persone. Lo scopo è quello di finanziare il welfare.

Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), Istat, Corte dei Conti e Banca d'Italia certificano numeri alla mano - auditi dal Parlamento come tecnici - che i cosiddetti aiuti del governo delle Destre al ceto medio premieranno quello alto e altissimo: 23 euro l'anno agli operai e 408 ai redditi più alti. L'85% complessivo generato da questo taglio della seconda aliquota Irpef andrà a beneficio dei contribuenti con redditi superiori ai 48.000 euro. Siamo al Robin Hood al contrario.

Giorgia Meloni, piccata da questi pareri tecnici, per mischiare le cose come usa fare, risponde a Landini: "Con noi al governo mai la patrimoniale". Ma Landini ha proposto un'altra cosa: "il contributo di solidarietà" dell'1% dalla popolazione più ricca.
Può sembrare un sofisma linguistico ma fra "contributo di solidarietà" e "patrimoniale" c'è una bella differenza. Il primo richiama i ceti più ricchi alla solidarietà e alla responsabilità nazionale, il secondo alla difesa egoistica della propria "roba" a scapito della Nazione e della Patria citata a ogni piè sospinto dai "patrioti" alla Giorgia Meloni.

Usare come si continua fare, volontariamente a destra e al centro e, involontariamente, nel campo progressista, il termine "patrimoniale" aiuta oggettivamente la Meloni a mimetizzarsi e a mimetizzare l'oggetto del contendere.

Il fatto che anche esponenti di sinistra abbiano usato in passato il termine "patrimoniale" testimonia solo di una loro grave incomprensione delle cose che spaventano non solo i ricchi, il che è pacifico, ma il ceto popolare facendogli fare blocco tra loro.

Il ministro Giorgetti riconosce che gli enti tecnici "ci hanno massacrato" e ribatte di aver aiutato chi guadagna 2.000 euro netti al mese (3.200-3.500 lordi al mese, 35.000-38.000 l'anno) che non è ricco. Certo, che non è ricco, ma proprio per questo, secondo un sondaggio realizzato da Izi - azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche, che è stato presentato nel corso della trasmissione l'Aria che Tira, condotta da David Parenzo su La7 -, quasi l'84% degli intervistati è favorevole all'introduzione di una imposta sui super patrimoni.

Secondo le stime di Istat, Banca d’Italia, Upb e Corte dei Conti, oltre l’85% delle risorse per il taglio della seconda aliquota Irpef, 2,7 mld finirà nelle mani delle famiglie benestanti. Ciò significa in dettaglio: 408 euro annui per i dirigenti, 123 euro per gli impiegati, 23 euro per gli operai, 124 euro per i lavoratori autonomi, 55 euro per i pensionati. Ci saranno vantaggi anche per i redditi oltre i 200.000 euro.

Di fronte a questa realtà, come faccia il duo Giorgetti-Meloni a dire che aiutano il "ceto medio" fa parte di quel "gioco delle tre carte", cui sono abituati da tempo.

Aldo Pirone
editorialista e scrittore
facebook.com/aldo.pirone.7
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