TESTIMONIANZA. Nel 25.mo anniversario della manifestazione del luglio 2001 al G8 di Genova, promossa da varie associazioni pacifiste. IO C’ERO!
Partito da Pescara assieme a mia moglie Lia e a un’amica. Si andava a testimoniare il dissenso verso le politiche dei rappresentanti degli otto Paesi più grandi della Terra, di distruzione globalizzata dell’ambiente per il profitto di pochi, contro le gigantesche disuguaglianze economiche per cui intere popolazioni sono mantenute forzatamente in povertà e fame nel mondo, contro lo sfruttamento liberista del lavoro, la mancanza di tutele per i diritti umani dei migranti.
Ero nel punto in cui ci fu il primo attacco al corteo pacifico da parte delle forze chiamate “dell’ordine”. Un elicottero che si abbassò a pochi metri sopra le nostre teste sparando lacrimogeni e a questo seguì un attacco di polizia a terra. Giovani manifestanti appartenenti a gruppi cattolici, a maggioranza ragazze e tutti con magliette bianche, anziché fuggire si inginocchiarono a terra in preghiera ma questo non impedì che fossero presi ferocemente a manganellate. Tanto sangue a terra!
Nonostante tutto questo, continuammo a sfilare lungo il percorso autorizzato, tra sirene delle camionette e auto che ci sfrecciavano accanto in continuazione e quelle delle ambulanze che si spegnevano per alcuni minuti quando si fermavano a raccogliere e caricare i feriti.
Fatto indimenticabile: mia moglie, infermiera ospedaliera, mi fece notare che le ambulanze ripetutamente si erano fermate con precisione in luoghi, PRIMA che le cariche lì producessero feriti! Quindi o avevano a bordo personale dotato di chiaroveggenza oppure la macelleria era programmata fino a quel punto e venivano chiamati sapendo quel che stava per accadere.
Da quella constatazione fuggivamo e invitavamo a farlo a chi ci stava attorno, ogni volta che un'ambulanza si fermava. Una pagina nerissima della storia della nostra Repubblica, nata dalle ceneri di una guerra e dalla caduta del fascismo. Una giornata di sangue, un buco nero nella storia della democrazia: un carabiniere uccise Carlo Giuliani, manifestante.
Il 7 aprile 2015, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato all'unanimità che è stato violato l'articolo 3 della Convenzione sul "divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti" durante l'irruzione alla scuola Diaz e, poi, per gli atti di efferata violenza avvenuti presso la caserma di Bolzaneto.
CONCLUSIONI: mandare a casa, disattivare tutti quei politici hanno questa concezione barbara dell’uso della forza pubblica.
Occorre continuare a lottare per quel che era allora come oggi giusto: per la pace, i diritti umani, i diritti dell’ambiente in crisi drammatica. E’ un dovere umano e sociale, in un momento storico persino peggiore, ove si pensi che in Palestina, nella striscia di Gaza, Israele ha ucciso oltre 20 mila bambini e bambine e che i feriti e i mutilati fra questi superano le 50 mila unità senza che nessuno abbia cercato di fermarlo!P.S.
Lo rifarei: sono invecchiato, ma su questi valori "non ho messo la testa a posto".
Giovanni Damiani
Già Direttore di Anpa e già Direttore tecnico di Arta Abruzzo
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