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Sabato, 15 Ago 2026

Il prossimo 9 aprile, alle ore 18, presso la Galleria d’arte Cosarte, in via Nicolò da Pistoia 18, a Roma, vernissage della Mostra antologica “Retropalco” del Maestro Roberto Serrao (ingresso libero, con Green pass).

L’artista romano ha partecipato a varie esposizioni collettive e personali, in giro per l’Italia, tra le altre, ricordiamo quelle di Palazzo Aragonese a Genazzano, Comune di Recanati, Forte Sangallo a Nettuno, Castel Mareccio a Bolzano, Galleria Lombardi e Cento pittori di via Margutta a Roma. E’ autore di locandine di spettacoli per i Teatri Sette, Golden e Marconi di Roma e Traiano di Fiumicino.

Le opere di Roberto Serrao - eseguite ad olio su tela, o in tecnica mista su carta - ricordano atmosfere dechirichiane e comunicano la solitudine e la disperazione dell’uomo, l’incomunicabilità con l’altro, lo iato tra vita e sogno, l’attesa che il sogno si avveri. Ma, soprattutto, sono opere che “sottindendono – come lo stesso autore ha tenuto a sottolineare – nel rapporto tra l'uomo e la donna la stessa competizione, l'agguato, lo sfinimento, non sempre fisico, non necessariamente fisico”. Insomma, una sofferenza invalicabile nel rapporto tra uomini e donne, attratti da una sensualità malata, da una sessualità che aumenta le distanze, le solitudini.

Uomini e donne nelle opere del Serrao appaiono immersi in atmosfere oniriche. Nudi, paiono esprimere disperazione per la propria dissolutezza. Come ha scritto il critico Ferdinando Falco, rammentano “la demoniaca iconografia occidentale e cristiana – che – ha sempre rappresentato le anime nei gironi infernali”.

E per il critico Mario Lunetta “La pittura di Roberto Serrao appartiene a quel tipo di figurazione che - servendoci di una celebre formula di Umberto Boccioni - possiamo definire "antigraziosa". Serrao è un pittore di temperamento più che di attenzione, o per meglio dire la sua attenzione non può scaldarsi alla fiamma del temperamento, le sue forti pulsioni non si placano certo nella compostezza delle immagini, costantemente agitata da un tumulto interno di marca espressionistica….Personaggi colti in una dimensione "sospesa" tra crudeltà e solitudine, donne di grande e spudorato peso carnale, vecchi desolati, cavalieri improbabili nella loro nudità di statue stralunate e convulse, interni dove la separatezza irrimediabile della coppia è la presenza più vitale e tangibile”.

Immagini in cui dominano le sfumature del giallo, con qualche accenno di verde e azzurro. Colori che come ha scritto il poeta Achille Serrao (e sì questa è una famiglia di artisti) “A questo proposito si è tentati di iscrivere la pittura serraiana in una temperie di post-impressionismo per il modo intenso (talvolta concitato) di approfondire la funzione del colore e per le visioni paesistiche e ambientali che eludono qualsiasi riferimento intellettualistico. Fiducia, allora, nella poeticità del colore, gremito di umori sensibili e colto nella sua schiettezza, nel suo ruolo specifico di partecipazione lirica, un medium orfico che rattiene e compatta segno e immagine consentendo la tenuta di entrambi nella visione complessiva, in un equilibrio talvolta miracoloso della folta (di cose e persone) tavolozza di Serrao”.

Adriana Spera
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