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Martedì, 25 Ago 2026

“Non dico altro”, di Nicole Holofcener, con Julia Louis-Dreyfus, James Gandolfini, Catherine Keener, Toni Collette, Ben Falcone; durata 93’, nelle sale dal 15 maggio 2014 distribuito da 20th Century Fox.

Nicole Holofcener, regista televisiva (ha firmato diversi episodi di Sex and the city, Six Feet Under e Parks and Recreation) e con un passato nella commedia indipendente (il suo esordio fu con il piccolo Parlando e sparlando, film all’epoca apprezzato molto da Nanni Moretti), confeziona un’opera esplicitamente rivolta a un pubblico di nicchia, dove un romanticismo maturo si fonde con una comicità intellettuale e molto costruita.

La trama, infatti, segue le disavventure amorose di Julia (Julia Louis-Dreyfus), massaggiatrice cinquantenne single, alle prese con una travagliata relazione con Albert (James Gandolfini), posato coetaneo reduce da un divorzio, conosciuto a una cena a casa di amici comuni.

L’autrice prende spunto dai tragicomici travagli interiori della sua protagonista, divisa tra l’amore verso il nuovo compagno e la sincera amicizia con la sua ex-moglie, per raccontare una storia scarsamente commerciale, dando uno sguardo a personaggi poco frequentati dal cinema mainstream.

Non dico altro affronta il tema Amore con una maturità e una serenità ben lontane dall’eccitazione frenetica di altri prodotti simili. Certo, la scrittura della Holofcener si accomoda su una solida presunzione intellettuale e su riferimenti culturali datati, che renderanno difficile l’empatia per gli spettatori lontani dal target elettivo della regista. Ma è oggettivamente piacevole vedere una pellicola diversa dal solito.

La decisione di raccontare un mondo cosi poco rappresentato da Hollywood è sapientemente rappresentata dall’interpretazione di Julia Louis-Dreyfus. L’attrice americana, eroina indiscussa della televisione di qualità, descrive al meglio l’idea narrativa di un cinema intelligente e femminile, dove le protagoniste sono donne indipendenti, forti e sempre con la battuta pronta.

In quest’ottica ben s’inserisce anche l’interpretazione di Catherine Keener, magnifica attrice feticcio della regista newyorkese. Al di là dei suoi meriti (o demeriti), però, la pellicola di Nicole Holofcener sarà ricordata soprattutto per essere una delle ultime opere interpretate dal grande James Gandolfini, stroncato da un infarto a Roma la scorsa estate.

L’attore italo-americano in questa sua ultima prova regala un’altra (ennesima) sfumatura alla sua gloriosa carriera. Identificato dal pubblico (anche italiano) con Tony Soprano, il boss mafioso depresso che ha lanciato la sua carriera a livello internazionale, Gandolfini in quest’occasione dipinge un normale uomo della middle class americana, cinquantenne e divorziato, alla ricerca del sollievo di una nuova relazione. Proprio nel tratteggiare il suo piccolo e ordinario uomo qualunque, protagonista, suo malgrado, di questo “romanzo” d’amore, l’attore mette in mostra il suo immenso e poliedrico talento, ponendoci ancora una volta di fronte allo sgomento della sua scomparsa.

La certezza di quante altre grandi interpretazioni avrebbe ancora donato al suo pubblico non fa che rattristarci ancora di più.

 

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