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Domenica, 29 Mar 2026

pan film 2015 cover 660x296“Pan – Viaggio sull’isola che non c’è”, di Joe Wright con Hugh Jackman, Amanda Seyfried, Rooney Mara, Garrett Hedlund, Nonso Anozie, Levi Miller, Cara Delevingne, Kathy Burke, durata 111’, nelle sale dal 12 novembre 2015, distribuito da Warner Bros.

Recensione di Luca Marchetti

Si sentiva davvero il bisogno di vedere realizzata, vestita da kolossal sbanca botteghino, l’ennesima variante del Peter Pan di J.M.Barrie?

Purtroppo, anche questa storia, come tantissime altre, è finita nel calderone bulimico di un’industria cinematografica sempre più incapace, o peggio disinteressata, a investire in idee originali e soggetti inediti.Il risultato finale non può che essere questa ottusa, ossessiva ed estenuante ricerca della serializzazione a tutti i costi, del franchise macina soldi, arrivando a rileggere e ri-arrangiare ogni classico o racconto di successo, senza alcun criterio.

Pan - Viaggio sull’isola che non c’è, almeno nelle intenzioni, dovrebbe, quindi, narrare le origini (in perfetta armonia con la maledetta moda di recuperare le origins e i begins di chiunque) del famoso Peter Pan, la sua ascesa al rango semi-divino di ragazzo che non invecchia mai e gli esordi dell’epica lotta contro il crudele Capitan Uncino. 

La decisione di affidare al buon Joe Wright, regista che già negli interessanti Anna Karenina e Hanna, film diversissimi, aveva dimostrato di saper muoversi tra i vari generi, senza rinnegare mai il proprio gusto estetico e un notevole senso cinematografico, sembrava promettere qualcosa di non scontato. Invece, soprattutto per colpa della sciatta sceneggiatura di Jason Fuchs, la pellicola si ricopre, quasi immediatamente, di una patina di noia che non fa mai entrare davvero il pubblico nella storia.

E’ triste vedere mortificata tutta la mitologia inventata dal genio di Barrie, ma Pan è il miglior esempio (sempre più frequente nel cinema americano mainstream) di blockbuster sbagliato, di un film che, ricercando il successo commerciale a tutti i costi, perde per strada (o meglio, non trova mai) la propria anima d’intrattenimento.

E’ naturale, poi, ritrovarsi ottimi attori come Hugh Jackman, nelle insolite vesti del villain Barbanera, il simpatico Garrett Hedlund e la brava Rooney Mara che, senza punti di riferimento, sono costretti a interpretazioni sopra le righe e insipide.

Con un impianto visivo che passa dal kitsch al banale (è lontana anni luce la luminosa ingenuità estetica di Hook-Capitano Uncino di Spielberg) e idee sconfortanti alla Baz Luhrman (l’uso di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana lascia basiti), Pan – Viaggio all’isola che non c’è è la dimostrazione della pericolosità delle derive pop.

Probabilmente, il nostro (e di molti altri) giudizio sul film di Joe Wright (che aspettiamo in ben altri contesti) è inacidito da un’irritazione generale nei confronti del Sistema Hollywood. Da spettatori, prima che da critici, però, siamo stanchi di dover assistere a produzioni cosi presuntuosamente e stupidamente sbagliate, a progetti che, sin dalla writing room degli sceneggiatori, nascono come disastri.


Non chiediamo certo che i kolossal dai grandi budget non vengano più prodotti, ma che, almeno, ci sia un attento e sincero lavoro di ricerca e si rispetti davvero il pubblico.

luca marchetti ridottoQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

critico cinematografico

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