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Martedì, 01 Set 2026

Il segreto, di Jim Sheridan, con Rooney Mara, Eric Bana, Theo James, Aidan Turner, Vanessa Redgrave, Jack Reynor, Susan Lynch, durata 108’, nelle sale dal 6 aprile 2016, distribuito da Lucky Red.

Recensione di Luca Marchetti

Finalmente dopo diversi, terribili, passi falsi nella sua incursione nel cinema statunitense, Jim Sheridan torna nella sua patria per raccontare una storia genuinamente e tragicamente irlandese.

Il regista di Dublino, infatti, deve la sua fama e la sua gloriosa carriera a una serie di pellicole (dal pluripremiato Il mio piede sinistro fino a In America, un commovente immigrant movie) che hanno saputo affrontare con decisione aspetti chiave e fragilità della storia del proprio Paese, supportato dal grande connubio con Daniel Day Lewis.

Il miglior risultato della collaborazione tra i due artisti, a nostro giudizio, è il durissimo Nel nome del padre, ispirato alla drammatica vicenda giudiziaria dei Guildford Four e vera resa dei conti cinematografica fra Irlanda e Inghilterra. Era dunque un dispiacere vedere un maestro dell’impegno come Sheridan sprecarsi con progetti banali con star hollywoodiane e copioni sciatti.

Il segreto, tratto dal romanzo di Sebastian Barry, dunque, è un necessario coming home per il cineasta, pronto a riprendere il filo del discorso.

Il film tocca, infatti, uno dei temi più caldi, dal punto di vista sociale e culturale, nel dibattito irlandese: il rapporto tra la comunità e la Chiesa Cattolica. Scegliendo la strada appariscente del melodramma, Sheridan s’inserisce nella scia di Magdalene e Philomena, raccontando una piccola e dolorosa storia d’ingiustizia e commozione. La “passione” della giovane Roseanna (Rooney Mara da giovane, Vanessa Redgrave da anziana), costretta a vivere per decenni in un manicomio criminale, con l’accusa di aver ucciso suo figlio appena nato, diventa la metafora di un’intera nazione in balìa delle presunzioni e dei fanatismi di uomini (e donne) di Chiesa ben lontani dai propri doveri. Da questo punto di vista la figura dell’ambiguo Padre Gaunt (interpretato da un sorprendente Theo James, spesso protagonista di teen action e ora alle prese con il suo primo ruolo “adulto”) diventa tragicamente sublime nella sua ossessione distruttiva nei confronti della ragazza.

La storia de Il segreto spesso scade nell’effettaccio narrativo altisonante, in una trama che arriva a un prevedibile, assurdo e ridicolo colpo di scena finale. Nel desiderio di impressionare e sorprendere il pubblico con colpi di scena fuori luogo, la pellicola potrebbe sembrare una disordinata e vecchia macchina strappa-lacrime, interessata più a creare reazioni emotive che a suggerire sfumature. Se si mettono da parte le soluzioni più sgargianti, invece, si può guardare chiaramente il cuore di un’opera che sceglie la strada più immediata per veicolare le emozioni più pure.

L’amore breve ma assoluto tra Roseanna e il suo Micheal, il dolore cieco del sacerdote dilaniato dai bisogni più terreni e la commovente attenzione del medico interessato alle sorti di una vecchia paziente dimenticata da tutti, sono i solidi pilastri sentimentali su cui è costruita una trama dai risvolti storici fondamentali, una storia che ricostruisce, forse meglio di tante altre opere più altisonanti, l’anima lacerata di un Paese troppo spesso vittima delle proprie pulsioni fratricide, ancora incapace di sapersi perdonare.

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critico cinematografico

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