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Giovedì, 15 Gen 2026

Vita quotidiana di un maestro neoplatonico. Le radici tardoantiche dell'educazione di Philippe Hoffmann, introduzione di Carlo Altini, Edizioni Dehoniane, Bologna, 2017, pp.70, euro 9,50.

Recensione di Roberto Tomei

Nel brillante saggio che qui si presenta sono mirabilmente trattati due temi tra loro intimamente connessi: da un lato, come recita il titolo, la vita quotidiana di un maestro neoplatonico, che, per ragioni diverse, è sempre anche una guida spirituale o un direttore di coscienze; dall'altro, la struttura e il funzionamento delle scuole filosofiche con le quali si sono gettate le basi di un modo di concepire l'insegnamento che ci riguarda ancora oggi.

Tutto è avvenuto, come ci spiega Hoffmann, tra il IV e il VI secolo dopo Cristo, all'interno di un triangolo che congiungeva Atene, Alessandria d' Egitto e le regioni della Siria e dell'Alta Mesopotamia, un mondo completamente diverso dall'antichità classica. Al centro di questo mondo sta il rapporto duale, e personale, del maestro col discepolo, una struttura relazionale fondamentalmente d'autorità, "che ha anche un correlato affettivo: l'amore e l'amicizia".

Questa vita scolare, ritmata da un programma e dalla spiegazione delle opere in esso comprese, era organizzata come una liturgia, con le ore della giornata a scandire l'impiego del tempo, in un susseguirsi ininterrotto, dal sorgere al calare del sole, di preghiere, lezioni, conversazioni e seminari.

Venendo alla questione dei programmi, l'autore ci spiega come, mentre il pensiero dell'antichità classica si è molto presto interessato ai temi intersecantesi della totalità dei saperi, della cultura generale e del suo rapporto con i saperi specializzati, è solo nelle scuole neoplatoniche che prende corpo l'idea di conformarsi a un programma rigoroso che sarà, poi, codificato a partire da Giamblico.

In particolare, si studiavano soprattutto gli autori di ciò che nel mondo latino sarà poi chiamato trivium (grammatica, dialettica e retorica); a seguire, veniva il quadrivium (musica, geometria, astronomia e aritmetica). L'insieme di trivium e quadrivium formava un ciclo propedeutico allo studio della filosofia, che includeva la teologia come sua parte conclusiva.

Esisteva addirittura una lista di questioni fondamentali da trattare prima dello studio di Aristotele, di Platone e dei commentari a ogni loro dialogo o trattato.

Una struttura complessa, dunque, che illustra come nella scuola neoplatonica l'insegnamento dogmatico, l'esegesi dei testi canonici e la cura psicagogica fossero inseparabili.

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