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Lunedì, 02 Mar 2026

Con un decreto licenziato dal Miur venerdì scorso, è stata autorizzata l’assunzione di 215 ricercatori negli enti di ricerca vigilati dallo stesso Miur.

A fare incetta di posti sono il Cnr e l’Infn, rispettivamente con 82 e 73, vale a dire il 72% del totale. Nettamente staccati, Inaf (19 posti) e Asi (16), Ingv (9), Inrim (5), Area Science Park (3), Ogs (2), Centro “Fermi” (2), Istituto italiano di studi germanici (2), Istituto italiano di alta matematica (1), Stazione Zoologica Anton Dohrn (1).

L’assegnazione dei posti è avvenuta con i seguenti criteri: a) 50 unità in base dell’indice di sostenibilità economico-finanziaria calcolato utilizzando il rapporto inversamente proporzionale tra il costo complessivo del personale e l’assegnazione ordinaria agli enti che al 31 dicembre 2015 avevano più di 3 unità di ricercatori di ruolo; b) 85 unità in base alla premialità 2013 elaborata per il 70% sulla valutazione della Qualità della Ricerca 2004-2010 (VQR 2004/2010 – Rapporto finale 30 Giugno 2013 e Rapporto aggiornato al 30 gennaio 2014 dell’ANVUR), basata sui prodotti attesi, sugli indicatori di qualità della ricerca di area e di struttura utilizzata; c) 80 unità, di cui 74 unità assegnate in proporzione al numero di ricercatori di ruolo e 6 unità agli enti con meno di due ricercatori di ruolo al 31 dicembre 2015, per garantire un numero minimo di 3 ricercatori.

Il decreto, che stanzia 8 milioni di euro per l'anno 2016 e 9,5 a decorrere dall'anno 2017, prevede altresì, che “Ciascun Ente utilizza le risorse assegnate per l’assunzione a tempo indeterminato di ricercatori dando priorità all’ingresso di giovani studiosi di elevato livello scientifico che non facciano già parte dei ruoli di ricercatore a tempo indeterminato degli Enti di ricerca, fatta salva la possibilità per i titolari di contratto di ricerca a tempo determinato di accedere alle procedure di selezione. Per giovani studiosi si intende soggetti che abbiano conseguito un PhD da non più di 5 anni. Al fine di favorire la competitività del sistema della ricerca italiana a livello internazionale, i criteri di merito per la selezione dei ricercatori previsti nei bandi sono determinati valorizzando prioritariamente, oltre alla qualità della produzione scientifica, l’aver ottenuto particolari riconoscimenti nazionali o internazionali; l’aver diretto o coordinato progetti di ricerca competitivi nazionali o internazionali e l’aver maturato almeno tre anni di esperienza, a qualsiasi titolo, in centri di ricerca, nazionali o internazionali, pubblici o privati”.

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